"Le palme in piazza Duomo? Coi cammelli sembra Africa"

Critiche alla "giungla" che si rifà all'immagine dell'800. Il centrodestra attacca, pure la lista Sala per ora boccia

"Le palme in piazza Duomo? Coi cammelli sembra Africa"

La giungla metropolitana (per ora) incassa molti sfottò e pochissimi applausi, persino dal sindaco e dalla sua lista civica in Comune. É stato proprio Beppe Sala ieri mattina presto a pubblicare sul suo profilo Instagram l'immagine delle palme appena «spuntate» in piazza Duomo, a giorni arriveranno anche filari di banani a completare la coreografia. É il nuovo look delle aiuole davanti alla cattedrale, quantomeno a costo zero per le casse pubbliche visto che Starbucks ha vinto il bando di sponsorizzazione, e dovrà accollarsi anche la manutenzione per i prossimi tre anni. Il colosso della caffetteria made in Usa aprirà nell'estate 2018 in piazza Cordusio e in questo modo si presenta in anticipo ai milanesi. L'installazione, che sarà completata da arbusti, graminacee, ortensie «Vanille Fraise» e ibisco a seconda delle stagioni, è opera dell'architetto Marco Bay, già autore del giardino dell'Hangar Bicocca.

«Milano si risveglia con palme e banani in piazza Duomo. Come nella tradizione ottocentesca. Buona o cattiva idea? Certo che Milano osa eh...» il commento del sindaco accanto all'immagine. Più tardi, pur ricordando che «richiama l'Ottocento» e «la sovrintendenza ha dato parere positivo» ammette le proprie riserve. «Da cittadino - ha puntualizzato il sindaco - sospendo anch'io il giudizio: vediamo quando sarà finito il lavoro. Tendenzialmente non mi dispiace, però, voglio vederle bene, quando tutto sarà finito». Anche più tiepida la reazione della capogruppo della Lista Sala in Comune, Elisabetta Strada: «Sono pronta a ricredermi una volta che il progetto sarà finito, ma a pancia non mi piace, mi sembra che non si sposi con la bellezza e l'imponenza della piazza e che le palme centrino poco». L'assessore al Verde Pierfrancesco Maran ha ribadito (anche con la prova fotografica dell'Archivio Alinari) che le palme erano già presenti in piazza Duomo quando ci passavano le carrozze, a fine Ottocento, e ritiene che «le piante sempreverdi daranno un tocco esotico». Decisamente più tranchant le reazioni del centrodestra. Intanto il capogruppo di Forza Italia Gianluca Comazzi domanda a Maran se esistano dei precedenti anche per i banani, «me lo vedo - ironizza - Alessandro Manzoni che stacca una banana per la merenda. Poveri noi, mi chiedo come mai la Sovrintendenza sempre così attenta e meticolosa non blocchi questo scempio». In piazza Duomo «mancano scimmie e cammelli e poi avremo l'Africa in Italia - contesta il segretario della Lega Matteo Salvini -. I clandestini del resto già ci sono». E attacca anche o sponsor: «Starbucks ha già detto che assumerà migliaia di rifugiati? E io invito tutti i cittadini, al di là dei valori politici incui credono, a ribellarsi a questo sistema. Per quanto mi riguarda il caffè lo vado a prendere da un'altra parte». Il capogruppo leghista in Comune, Alessandro Morelli, invita il sindaco a «chiedere scusa alla città per un obbrobrio che snatura piazza Duomo e la ripristini com'era. Questo episodio certifica come questa giunta sia in balia di chi offre di più». Si sprecano le ironie che abbinano il nuovo look della piazza con la canzone vincitrice del Festival di Sanremo «Occidentali's Karma»: «Il sindaco inviti Francesco Gabbani e la scimmia che lo accompagnava sul palco all'inaugurazione - ironizza la coordinatrice Fdi Viviana Beccalossi, assessore in Regione - Fuori dalle battute, resta da capire come l'amministrazione comunale abbia potuto sposare un progetto discutibile, che certo non fa onore alla sacralità di una delle piazze più famose del mondo che per essere abbellita non ha certo bisogno di una foresta tropicale». Difende la giunta il capogruppo Pd Filippo Barberis: «Mi sembra che ci sia davvero un pregiudizio culturale nell'ignoranza della storia della città. Noi siamo curiosi e aperti alle novità. Peraltro le palme vengono da Como, non dall'Africa». Da sinistra approva anche il delegato per le periferie, Mirko Mazzali: «Mi piace, è un'idea innovativa. É giusto sperimentare anche in centro».

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