Parte la campagna in tv, la Regione contro le truffe

In grande aumento gli episodi di chi approfitta dell'emergenza per organizzare furti e imbrogli

Ci provano. Sempre. E non sarebbero truffatori se non approfittassero anche di una tragedia come quella del Coronavirus che - guarda un po' - colpisce nella stragrande maggioranza dei casi le loro «prede» predilette nonché più deboli, gli anziani. È così che l'assessorato alla Sicurezza della Regione guidato da Riccardo De Corato ha ideato una campagna social con degli spot televisivi che andranno in onda a partire dai primi giorni di aprile sulle tivù locali. Si chiama «Non aprite». Nello spot si vede un bambino parlare al nonno dei momenti piacevoli che trascorrono insieme: fare i compiti, mangiare la pizza e altro ancora. Intanto il piccolo ricorda all'anziano che ci sono anche persone disoneste che vogliono entrare in casa con delle scuse. Da qui parte l'invito a non aprire mai la porta di casa a sconosciuti, a chiamare il 112 e a denunciare.

Nelle scorse settimane erano stati segnalati in Lombardia, in particolare in provincia di Lodi prima e di Bergamo subito dopo, casi di truffe da parte di finti addetti dell'Ats: suonavano alle porte delle abitazioni di persone anziane sostenendo di dover fare a domicilio i controlli con il tampone. «Attenzione agli sciacalli che si presentano con la tuta della Croce Rossa dicendo che devono fare gli screening - aveva ammonito l'assessore al Welfare della Lombardia, Giulio Gallera, durante una conferenza stampa - Non c'è alcun volontario della Croce Rossa che sia stato inviato a fare screening».

Subito dopo gli artisti del raggiro, come segnala De Corato, si sono messi al lavoro nuovamente, prima nella Bergamasca e poi nel centro di Milano. In questo giorni infatti hanno affisso ai portoni e sui muri degli androni dei palazzi un volantino, all'apparenza molto convincente, scritto su carta intestata del Ministero dell'Interno, Dipartimento di pubblica sicurezza e con il logo della Repubblica italiana. Nel testo s'invitano i non residenti a lasciare le abitazioni che li ospitano, per rientrare nel loro domicilio di residenza perché sarebbero in corso, da parte di fantomatiche «autorità», «controlli nei condomini e nelle abitazioni private». Quindi si prega di esibire un documento d'identità e un contratto di affitto.

In città se ne trovano in zona Porta Venezia, corso Buenos Aires, viale Piave e viale Majno, per arrivare fino a piazza Tricolore, ma anche in zona Fiera. La questura proprio ieri, in una nota, ha invitato i cittadini a fare attenzione, a segnalare la presenza dei volantini e soprattutto a non seguire le indicazioni che riportano.

«È la truffa della solitudine, si sa, ma ora anche della paura del contagio - spiega l'assessore alla Sicurezza della Regione -. La chiave di tutto è proprio non aprire mai la porta, gli anziani, è comprensibile, hanno una gran voglia di parlare. Spesso sono soli in casa, magari vedovi. Ma se spalancano l'uscio è fatta, difficilmente riescono a sottrarsi a chi vuole raggirarli!».

«Purtroppo il Coronavirus fa di loro il principale obbiettivo dei truffatori. Che, spiace dirlo - conclude De Corato -, ma sono professionisti molto bravi, affabili e cortesi. Si hanno quasi delle remore a non farli entrare in casa, per non urtarne la suscettibilità».

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