Pisapia, l'ultimatum del Pd e i veleni nel «cerchio magico»

Non solo i problemi politici ma anche i rapporti in giunta mettono a rischio il suo fine mandato

(...) Liti e gelosie si diceva si sono insinuate da mesi nel «cerchio magico». Il gruppo dei fedelissimi è rappresentato dagli assessori «arancioni», quelli che il sindaco (si dice con la consulenza della moglie) scelse fuori dai partiti, tranne la pugliese Cristina Tajani già candidata di Sel e molto stretta a Nichi Vendola. Nella sfera di Pisapia ci sono il capo di Gabinetto Maurizio Baruffi, il vicesindaco Ada Lucia De Cesaris, Chiara Bisconti (Verde), Franco D'Alfonso (Commercio) sempre in sella nonostante gaffe e liti con i colleghi, i consiglieri di maggioranza e il segretario del Pd Pietro Bussolati. Ma chi sta fuori dalla galassia ha colto fibrillazioni: per qualche tempo ad esempio non si sono parlate la De Cesaris e la Tajani, e il vicesindaco si è sfogato contro l'assessore Bisconti, accusata di non assumersi le proprie responsabilità quando esplodono proteste sul taglio degli alberi (non può firmare le delibere e rimanere la più pura degli ambientalisti, il messaggio). Se c'è una polemica, la Bisconti si tiene volentieri in penombra. É «spuntata» una statua hard alta 4 metri nei giardini di corso Indipendenza ma l'assessore al Verde ha invitato i giornalisti a rivolgersi alla collega Carmela Rozza (Lavori pubblici). E tra le due non corrono buoni rapporti, lo sanno anche i muri di Palazzo Marino. Ma è protagonista la Rozza anche di un match (mai esploso finora) con Daniela Benelli sul tema delle case popolari. La Rozza si occupa da anni dei quartieri popolari, è stata anche sindacalista Sunia e da quando è esplosa l'emergenza occupazioni viene invitata in tv come portavoce della giunta, (da Mattino 5 alle emittenti locali). Una situazione mal digerita dalla Benelli, assessore alla Casa, e sottolineata con qualche veleno dall'assessore al Welfare Pierfrancesco Majorino. Lui, sul tema casa, ha litigato giusto ieri su Facebook con il responsabile Pd Cultura Daniele Nahum, consigliere della Comunità ebraica e vicino a Stefano Boeri. Nella «galassia» del sindaco si è inserito da poco Pierfrancesco Maran (renziano della prima ora), De Cesaris lo avrebbe investito del ruolo di uomo-ponte tra Comune e governo. Sarà vero? Intanto si avvicina il 31 dicembre, data del closing finanziario tra le banche, il Comune e i privati e ancora il sindaco non ha dichiarato esplicitamente che la linea M4 della metropolitana da Linate a San Cristoforo si farà. Lo ha ribadito l'assessore Maran, lo sollecita il partito Democratico. Ma Pisapia aveva convocato una riunione con i suoi assessori per affrontare il tema e poi l'ha fatta saltare. Motivo? Qualcuno in giunta l'aveva «spifferato» ai giornali e non ha gradito. E la fiducia nella squadra è tale che da allora non ha ancora scelto una data per discutere della linea 4, se hanno osato rivelare il giorno della riunione figurarsi cosa potrebbero dire dei contenuti.

Nel mirino degli «arancioni» al completo c'è certamente Rizzo. Ha accusato duramente la giunta sulla gestione della Galleria e i presunti favori alle griffe. Quando il Consiglio di Stato giorni fa ha dato ragione al Comune, il vicesindaco gli ha inviato in meno di un secondo un sms: «Ora chiedi scusa». La replica? Rizzo ha definito «pubblicità occulta» i cartelloni appena installati dal Comune nel Salotto. Volemose bene.

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