Porta Nuova, il quartiere che vuol migliorare la vita dei cittadini

CBRE ha presentato ieri la ricerca sul Placemaking una nuova concezione nella progettazione di spazi pubblici

«Milano è una città globale al pari di Londra e Parigi». Parola di Daniel Libeskind, archistar che firma una delle torri di City Life, nell'area dell'ex fiera Milano. CBRE, leader mondiale nella consulenza immobiliare, ha presentato ieri la ricerca sul Placemaking una nuova concezione nella progettazione di spazi pubblici che si focalizza sulla collaborazione pubblico - privati, per rafforzare il legame tra le persone e i luoghi coniata dall'architetto danese Jan Gehl.

Nell'indagine viene portato a esempio, per Milano, il «caso Porta Nuova», che dimostra come «l'adattabilità del nuovo spazio pubblico ad una varietà di eventi, come parte di un progetto di sviluppo più ampio, abbia reso l'area una nuova destinazione per visitatori». Il progetto è stato anche un successo da una prospettiva immobiliare, misurata dal 2004 al 2009 e dal 2010 in avanti: le locazioni sono aumentate del 27% e nel corso del primo semestre 2017 l'investimento ha raggiunto un volume di 41 milioni di euro. Secondo l'indagine Porta Nuova rimane un'area tra le più dinamiche in termini di ristrutturazioni e nuovi progetti con ulteriori 140.000 metri quadri di nuovi uffici di classe A che saranno consegnati da qui al 2020.

Per quanto riguarda Milano emerge come il mercato immobiliare sia cresciuto negli ultimi anni (2013-2016): sono stati investiti mediamente 2,6 miliardi all'anno (+8%) rispetto al triennio precedente. Il volume di investimenti nel primo semestre è a quota 2 miliardi di euro pari al +15% (72 per cento sono capitali stranieri) rispetto allo stesso periodo del 2016, merito in larga parte dagli uffici, high street e logistica. In crescita i canoni delle principali aree high street: +15% Corso Vittorio Emanuele II, 8% Via Monte Napoleone/Spiga, +16% Corso Buenos Aires e via Torino. Milano rappresenta un nodo strategico anche per la logistica: circa il 60% dello stock totale italiano, infatti, è localizzato nell'area milanese.

Commenti

Gibulca

Mer, 08/11/2017 - 17:20

ALla luce di queste notizie - peraltro note pù o meno da vari lustri - faccio i miei più vivissimi complimenti ad Alitalia per aver spostato l'hub da Malpensa a Fiumicino, perdendo così decine di migliaia di passeggeri ogni anno, a iniziare dei remunerativi passeggeri business che a Roma sono numericamente molto inferiori.