Cronaca locale

La protesta anti Fontana? Quattro gatti in piazza, la sfiducia è un flop

Davanti all’edificio dove si stava votando la sfiducia, che è stata respinta, non sono mancati momenti di tensione tra i manifestanti e alcuni consiglieri della Lega

La protesta anti Fontana? Quattro gatti in piazza, la sfiducia è un flop

È riapparsa, puntuale, la scritta “Fontana assassino” all’esterno di Palazzo Pirelli a Milano, sede del Consiglio regionale, dove si è votata la mozione di sfiducia nei confronti del presidente della Regione Lombardia. Come è accaduto alcuni mesi fa, il cartellone offensivo e provocatorio porta la firma dei Comitati armati per la resistenza comunista (Carc), ma alla fine, per la sinistra, la sortita per sfiduciare il governatore Attilio Fontana si è rivelata un doppio flop: pochi i manifestanti antagonisti in piazza e debacle all’interno di Palazzo Pirelli, dove è stata respinta la mozione per mandare a casa il presidente della Regione, con 49 voti contrari e 29 favorevoli.

Davanti all’edificio dove si stava votando non sono mancati i momenti di tensione tra i manifestanti e alcuni consiglieri della Lega. “Se non ci fosse la polizia finireste sulla forca”, le grida dei Carc, che non hanno intimorito gli esponenti politici, i quali hanno preferito rispondere con l’ironia. “Quattro sfigati – hanno rilanciato – e voi sareste le masse popolari?”. Max Bastoni, il quale in un post su Facebook ha calcato la mano sul numero esiguo di manifestanti, Alessandro Corbetta, Marco Colombo, Silvia Scurati Andrea Monti e Roberto Mura sono stati aggrediti verbalmente dagli antagonisti comunisti.

Già lo scorso mese di maggio i Carc si erano resi protagonisti di insulti e scritte minacciose nei confronti del governatore Fontana. Dopo lo striscione appeso a un muro del naviglio Martesana, nel quartiere Crescenzago, gli antagonisti di sinistra non fecero marcia indietro. Pablo Bonuccelli, uno dei leader del gruppo dell’estrema sinistra, al programma "La Zanzara" su Radio 24 orgogliosamente rivendicò l’azione spiegandone le ragioni: "Incita all’odio? Ma 15mila morti cosa sono? Incitamento a cosa?". "Non vi piace la falce e martello – disse Bonuccelli - vi inquieta un pochino, eh? Voi la radio dei padroni di Confindustria? Eh, ci credo che voi altri non capite sta roba. Vi faccio la domanda contraria. Perché non assassino?".

Il conduttore del programma, incalzò l’antagonista, chiedendogli se lo considerava un criminale. "Si, certo", fu la risposta perentoria del nostalgico comunista. ''Ma non li ha uccisi lui”, ribatterono dallo studio i conduttori: "Ma chi è che ha fatto la delibera che ha mandato i malati di Covid nelle Rsa?", fu la risposta dell’antagonista. Quel "Fontana assassino" è un concetto che i Carc hanno poi ripetuto dando, nello stesso periodo, il via ad una distribuzione di volantini nel quartiere Gratosoglio. Anche in quel caso parole pesanti contro l’esponente leghista. Tensione altissima, alimentata da parole di fuoco dei comunisti duri e puri. E così, allora, la decisione di dare la scorta al presidente della Regione Lombardia.

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