Quel 15enne senza morale né regole che ha scippato una nonna di 94 anni

La storia è a lieto fine, perciò è un piacere raccontarla, anche se lascia l'amaro in bocca tutto quel che è accaduto prima di arrivare al «grazie» conclusivo. Un ragazzo di quindici anni, quando si è ancora a metà tra la vita da piccoli e l'esistenza da grandi, in quello spazio confuso e irregolare che si chiama adolescenza. Una signora di novantaquattro anni. Potrebbe essere la sua nonna anziana, oppure alla sua veneranda età è più facile che sia la bisnonna. Che cosa può accadere tra due esseri umani in luoghi così lontani del loro cammino?
Forse lui l'ha aiutata ad attraversare la strada, vedendola in difficoltà nel suo incedere appesantito dagli anni. Oppure le ha dato una mano a trovare la tomba del marito in quei vialetti tutti uguali. Sì, perché Giuseppina è vedova e tutte le settimane sale e scende con pazienza da quattro mezzi pubblici pur di arrivare al cimitero di Baggio. Un luogo che conosce bene, ma questa volta, chissà, ha perso la strada.
E invece no. La cronaca ci racconta un gesto irragionevole, fastidio alle orecchie e ferita al cuore prima di turbare il cervello: «Ma come è possibile?». Perché il ragazzino quindicenne che si affaccia alla vita, quando ha visto Giuseppina dirigersi con passo debole ma deciso al cimitero, non ha pensato di soccorrerla. Ma di scipparla.
Portare via la borsa a una donna di novantacinque anni, rischiare che il furto si trasformi in tragedia, basta una caduta come spesso accade quando chi vuole rubare sceglie la vittima tra chi è troppo debole persino per subire. Un gesto duro, impietoso, incivile persino, che contrasta come il buio con la luce della vedova che mai dimentica di portare un fiore al marito. E che alla fine della storia è andata in questura a ringraziare i suoi salvatori in divisa da poliziotti.
L'hanno trovato, il ragazzo, che rovistava nella borsetta della bisnonna. Perché c'è un altro personaggio buono in questa storia di chiaroscuri: un passante che invece di procedere oltre ha chiamato il 113. Chissà se il ragazzino si è già di pentito di aver voluto fare il ladro invece che il giovane gentiluomo.