Quelle telefonate Pisapia-Letta e il «doppiogioco» di Martina

«Pronto Enrico, sono Giuliano Pisapia». Il sindaco di Milano ci ha provato a piazzare un suo uomo nel gruppone dei sottosegretari del governo Letta

«Pronto Enrico, sono Giuliano Pisapia». Il sindaco di Milano ci ha provato a piazzare un suo uomo nel gruppone dei sottosegretari del governo Letta. Per farlo ha telefonato due volte al neopremier per perorare la causa di Davide Corritore, direttore generale del Comune di Milano ed esponente del Pd milanese. Due volte con l'intermezzo telefonico a Maurizio Martina, coordinatore lombardo del Pd. Questi garantisce il suo appoggio alla candidatura di Corritore di fronte a due testimoni di peso: l'ex segretario milanese della Camera del lavoro Pier Antonio Panzeri e l'onorevole Barbara Pollastrini.

Tutto fatto, anzi no. Perché a dispetto delle rassicurazioni, Corritore si è trovato a dover competere proprio con Martina che per giorni aveva finto di non conoscere il suo destino. Perché il coordinatore Pd era già sicuro di diventare sottosegretario con delega all'Expo. Una promessa fattagli da Bersani, pare, durante la campagna elettorale per le regionali. Un modo per ringraziarlo dell'appoggio fornitogli in occasione delle primarie del Pd e per rimettere in riga il Sindaco di Milano. Pisapia d'altronde aveva avuto la possibilità di promuovere il suo candidato, Umberto Ambrosoli, e il risultato deludente alle regionali non poteva che registrare un contraccolpo. Letta si rimangia la promessa. Le quotazioni di Pisapia crollano e così Maurizio Martina prende il treno e scende a Roma. Corritore, che sgomita per lasciare Palazzo Marino, deve aspettare.

Sullo sfondo la guerra intestina al Pd lombardo con il consigliere regionale Massimo D'Avolio e l'onorevole Emanuele Fiano che concedono ad affaritaliani.it parole durissime al loro partito. D'Avolio si interroga sul perché nessun milanese sieda al Governo - Martina è bergamasco - e sulle ragioni per cui la candidatura di Corritore sia stata cassata; Fiano parla di perdita di potere da parte del Pd milanese e invita Martina a dimettersi da coordinatore regionale. Una partita tutta aperta che vede una lunga schiera di pretendenti alle poltrone. Come Martina anche Roberto Cornelli è preso di mira dai suoi colleghi di partito. Inutile però cercare riferimenti alla guerra in corso a Roma. Qui si scannano l'un con l'altro e i riferimenti come Renzi o Bersani si confondono scombussolando alleanze e amicizie. Intanto qualcuno fa girar la voce di una candidatura a Sindaco di Milano del commissario unico Expo 2015 Giuseppe Sala. Più per far dispetto che per reale convinzione.

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