La Regione "riapre" le Rsae E sui treni per ora tira dritto

Nuove regole d'accesso in case di riposo e comunità. Resa dei conti lunedì con i ministri sui posti a sedere

La Regione "riapre" le Rsae E sui treni per ora tira dritto

Sette nuovi contagi a Milano città, 118 in tutta la Lombardia a fronte di quasi novemila tamponi. La Regione non abbassa la guardia (e anche ieri purtroppo di sono registrati ancora cinque decessi) ma l'«evoluzione dell'epidemia è positiva» conferma l'assessore al Welfare Giulio Gallera. Che tiene alto il livello della prudenza ma ha avvia un alleggerimento delle regole per l'accesso in sicurezza in case di riposo, centri disabili e comunità terapeutiche. Le nuove regole sono state approvate due giorni fa dalla giunta. «La prevenzione di nuovi focolai in queste strutture rimane una priorità assoluta - premette Gallera -, nessuno intende abbassare la guardia. Le autorizzazioni e le modalità di accesso dei familiari alle strutture devono essere sempre valutate dal responsabile medico oppure dal Referente Covid-19, a tutela del paziente e degli altri ospiti». Ma «gli incontri con i genitori e/o altri familiari, infatti, costituiscono spesso una parte integrante dei programmi terapeutici dei pazienti, ad esempio per chi ha disturbi psichici e di dipendenza. La stessa valutazione deve riguardare le uscite educative e lavorative o di svago per gli ospiti». I gestori di rsa e centri dovranno predisporre e trasmettere alla Ats competente un piano con le procedure operative e indidivuare un referente Covid ed essere attrezzate per l'eventuale gestione temporanea in sicurezza di casi affetti dal virus che dovessero insorgere tra gli ospiti. I centri potranno eseguire direttamente il tampone pre ingresso e test sierologico ai nuovi utenti a patto che siano in grado di allestire un'area di accoglienza dedicata e idonea all'isolamento tra gli ospiti.

E intanto è ancora fumata nera sui trasporti, una svolta potrebbe arrivare lunedì ma fino ad allora la Regione tira dritto con l'ordinanza che riporta al cento per cento i posti a sedere sui treni regionali che secondo il Comitato tecnico scientifico andrebbero riportati al 50. Ieri si è tenuta prima la conferenza tra le Regioni (in collegamento video per la Lombardia l'assessore al Bilancio Davide Caparini) e poi intorno alle 16.30 il confronto Stato-Regioni. I governatori sono allineati. Il presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini, presidente dell'Emilia Romagna, ha espresso per conto di tutti la richiesta di un incontro urgente con il ministro della Salute Roberto Speranza, delle Infrastrutture Paola De Micheli e degli Affari Regionali Francesco Boccia: «Serve collaborazione istituzionale per fare tutto ciò che è possibile per la prevenzione nella fase di ripartenza, considerando per quanto riguarda il trasporto pubblico locale che a settembre riapriranno le scuole e riprenderanno a pieno ritmo gran parte delle attività lavorative». Il vertice è fissato per lunedì. «Le Regioni hanno unanimemente manifestato al governo preoccupazione, l'obbligo di distanziamento comporta criticità soprattutto in vista della ripresa delle scuole a settembre. Contiamo nell'ulteriore confronto tra il presidente Bonaccini e governo, nel frattempo resta in vigore l'ordinanza firmata da Attilio Fontana il 31 luglio» ribadisce la Regione. Il timore sulla ripresa della scuola è bipartisan. E il documento sugli effetti della crisi sul settore del Tpl in Italia in mano ai governatori denuncia la «confusione normativa», il crollo dei ricavi e stringe su regole certe sui fondi compensativi alle aziende e rimborsi, agli utenti, mezzi alternativi ai bus.

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