Risorgimento e Leonardo La Biblioteca Isimbardi con i suoi 50mila gioielli

Rarità le leggi della «Collezione Celerifera» ante Unità e la «Storia Naturale» di Leclerc

Matteo Chiarelli

Oltre cinquantamila volumi, molti provenienti dalla Biblioteca Vicereale, altri dalla Biblioteca gentilizia dei marchesi Isimbardi, i più antichi risalgono addirittura al XVI secolo, tanti raccontano la storia del nostro Risorgimento anche attraverso gli atti del Consiglio Provinciale di Milano, nato ancor prima dell'Unità nazionale. La Biblioteca Isimbardi, Biblioteca della Città Metropolitana di Milano (ex Provincia), si presenta oggi come raro scrigno di preziose testimonianze del passato.

«L'essere riusciti a mantenere aperta la Biblioteca Isimbardi è un grande risultato - afferma Arianna Censi, vicesindaca di Città Metropolitana - la conferma che i presidi di cultura, di memoria e di conservazione sono imprescindibili per la crescita e la contemporaneità». La Biblioteca Isimbardi, aggregata al Polo Biblioteca Ambrosiana, collegato al sistema Bibliotecario Nazionale, può essere definita una biblioteca di conservazione e ricerca, specializzata in storia di Milano, storia locale dei Comuni del territorio, beni culturali e ambientali, e nelle materie storiche di competenza come agricoltura, istruzione, psichiatria e assistenza, parchi, turismo, territorio e opere pubbliche. Negli anni si è arricchita di nuove sezioni dedicate a Comunicazione, Europa, Mondo, Società e Immigrazione. «Tra le raccolte di volumi più importanti», racconta Cristina Carpinelli, curatrice della Biblioteca «abbiamo la Collezione Celerifera, una raccolta di leggi predisposta rapidamente in vista dell'imminente unificazione nazionale e gli Atti del Consiglio Provinciale di Milano dal 1860, anno in cui si riunì per la prima volta il consiglio a unificazione nazionale non ancora avvenuta, fino agli anni '90 del Novecento».

Di grande interesse è anche la Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d'Italia che costituisce il corpo omogeneo legislativo dell'Italia unita e che, assieme alla Collezione Celerifera, proviene dal lascito della Biblioteca Vicereale. Dalla Biblioteca dei marchesi Isimbardi, cultori dell'Illuminismo lombardo che acquistarono il palazzo nel XVIII secolo facendone un centro di studi e di raccolte scientifiche, provengono invece rare collezioni come i volumi della Storia Naturale, opera enciclopedica settecentesca del naturalista francese George-Louis Leclerc, conte di Buffon, dedicata al mondo degli animali e dei minerali e il Dizionario delle Scienze Naturali, enciclopedia illustrata realizzata da celebri professori parigini del XIX secolo che raccoglie testi sulla flora e sulla fauna, oltre a biografie di naturalisti.

Tra i volumi che rappresentano un fiore all'occhiello del patrimonio librario della Isimbardi è sicuramente il Saggio delle opere di Leonardo, del 1872: di per sé volume di pregio, contenendo 24 tavole che riproducono altrettanti fogli del Codice Atlantico e alcuni frammenti di manoscritti vinciani, ma che diventa di particolare importanza perché riporta una dedica manoscritta alla «Biblioteca della Provincia di Milano» che dà notizia certa, datandola dunque già dal 1872, dell'esistenza della Biblioteca come bene della Provincia. Di rara bellezza sono anche i tre grandi libri della Divina Commedia illustrati da Amos Nattini e realizzati in occasione del seicentesimo anniversario della morte di Dante Alighieri. Iniziata nel 1923, completata nel 1941 e stampata in mille esemplari, l'opera ebbe grande risonanza internazionale tanto da essere donata dal Duce a Hitler in occasione della sua visita a Roma nel 1939.