Sala diffidato da sei quartieri: "Ma i ristoranti ora assumono"

Il sindaco: "Equilibrio difficile, parlerò col prefetto"

Quasi cinquantamila metri quadri di spazio in più (e gratuito) per tavolini e sedie all'aperto. Quasi il doppio delle occupazioni di suolo pubblico autorizzate dal Comune prima del lockdown. Allargare i dehor per «abbattere» la crisi di bar e ristoranti costretti a fare i conto con le regole del distanziamento sociale e stato lo strumento usato non solo a Milano ma nel resto d'Italia e in Europa. Una spianata di ombrelloni e sedie, strade rallentate a favore della movida. Ma la pazienza già parecchio al limite dei comitati dei residenti che lamentano da anni disturbo della quiete pubblica, parcheggio selvaggio, discussioni che spesso sfociano in risse sotto la finestra di casa (complice l'alcol) questa volta hanno perso la pazienza. Oltre alla questioni del sonno e della sicurezza, ci aggiungono che gli assembramenti alimentano il rischio di nuovi focolai. Come ha raccontato il Giornale giorni fa, sei comitati delle zone calde della movida (Pro Arco Sempione, Comitato dei Navigli, Archinto, Santagostino e comitati di via Melzo e del Lazzaretto) hanno unito le forze e depositato presso il tribunale di Milano una diffida da inviare al sindaco Beppe Sala e a quattro assessori competenti, dando sessanta giorni di tempo per aumentare i controlli e, possibilmente, chiudere i locali entro la mezzanotte. In caso contrario, procederanno con un'azione legale contro il Comune.

«Cerchiamo di fare il possibile - ha affermato ieri il sindaco Beppe Sala a proposito della diffida -. Bisogna trovare il giusto equilibrio tra i residenti e la necessità di far lavorare un po' i commercianti. Abbiamo assegnato oltre 45mila metri quadrati di spazio gratis all'aperto, io stesso sono stato la settimana scorsa in un ristorante sulla Martesana e la proprietaria mi ha detto che ha assunto. Una notizia incredibile in questo momento». Giorni fa Sala ha pubblicato su Instagram un'immagine dal locale «Tipografia Alimentare» sul Naviglio Martesana, che proprio grazie all'allargamento del dehor ha visto crescere la domanda e ha avuto bisogno di un aiuto in più ai tavoli, altri ristoranti da zona Garibaldi a via Sottocorno hanno rivisto lievitare gli incassi dopo mesi di chiusura e incertezza. «Quello tra i locali e i cittadini che sono disturbati dal troppo rumore è un equilibrio impossibile da trovare, ma indispensabile da ricercare con continuità - ha ammesso Sala -, farò il punto con prefetto e questore anche su questo». In fase di discussione del nuovo regolamento in aula, il consigliere di Forza Italia Alessandro De Chirico aveva proposto ad esempio la chiusura dei dehors entro le 24 e insiste sulla richiesta di alzare i controlli «anche perchè non passa weekend senza risse o violenze nelle zone della movida».

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Commenti

Italianocattolico2

Mar, 28/07/2020 - 11:38

Sembra impossibile che il concetto di "una serata tra amici al ristorante o al bar" non sia separabile da ubriachezza, uso di stupefacenti, risse e rumori molesti. Forse perché comunque sia nessun magistrato ti condanna ??

cir

Mar, 28/07/2020 - 18:28

ma avete finito di dire cavolate ??