Salta pure il Salone del Mobile (e i 350 milioni di indotto)

Dopo il rinvio a giugno annullata del tutto la kermesse Federlegno: troppe incognite, edizione special nel 2021

Il rinvio a giugno era sembrato un azzardo già un mese fa. Il 25 febbraio il sindaco aveva annunciato che il Salone del Mobile 2020 non saltava ma slittava solo di due mesi, dal 21-26 aprile al 16-21 giugno. «Chiedo una sforzo agli amici del settore arredamento - aveva aggiunto Beppe Sala accanto al presidente di Federlegno Arredo Emanuele Orsini e del Salone Claudio Luti - perchè Milano non può fermarsi, dobbiamo lavorare perchè il virus non si diffonda ma non si deve nemmeno diffondere il virus della sfiducia». Niente da fare invece, l'emergenza è esplosa e gli organizzatori hanno comunicato dopo un vertice ieri che la kermesse numero 59 è annullata e l'edizione che celebrerà i sessant'anni si terrà dal 13 al 18 aprile 2021. Le condizioni rispetto a fine febbraio «sono completamente cambiate e le incertezze per il medio periodo non consentono di confermare la manifestazione». Orsini ammette che è stata una scelta «dolorosissima, molto, molto dura, non mi sarei mai immaginato di doverlo fare». É la prima volta dal 1961. «Fino alla fine abbiamo sperato. Poi, quando abbiamo preso atto che anche le Olimpiadi non si sarebbero disputate in questo anno tremendo, abbiamo capito che il tempo era finito. Per costruire uno stand ci vuole un mese, altrettanto per montarlo e allestirlo, non potevamo tenere sul filo le nostre aziende che già fatturano zero. E anche se speriamo che la pandemia migliorerà, non saremmo riusciti a portare un assembramento globale a Milano a metà giugno, l'anno scorso erano centinaia di migliaia di persone da 118 Paesi, neanche i trasporti saranno già ripristinati a livelli normali». La 59/ma edizione dunque non si farà, si va «a quelle dei 60 anni che sarà una special edition, con tutte le biennali insieme. Avrà il sapore della rinascita di un Paese che con orgoglio mostrerà la forza e la creatività al mondo». Per la prima volta si terranno insieme al Salone del Mobile, del Complemento d'Arredo, a Workplace3.0, S.Project e al SaloneSatellite, Euroluce (già prevista nel 2021) anche EuroCucina e Salone Internazionale del Bagno. Federlegno esprime vicinanza alle regioni in cui le imprese sono più presenti (Lombardia, Veneto, Emilia e Marche) con una donazione di 500mila euro. Orsini auspica che la produzione possa ripartire in fretta «una volta messe in campo le misure di sicurezza».

Era impossibile immaginare un altro finale. Milano si ritrova a sommare altre perdite. Tra Salone, Fuorisalone e indotto (bar, ristoranti, hotel e shopping dei 500mila visitatori) la Design Week l'anno scorso aveva portato alla città un indotto di 350 milioni. «Purtroppo era nell'aria, è un anno funesto - ammette il presidente di Apam (Associazione albergatori Milano) Maurizio Naro -. Sarebbe stato un segnale di ripartenza ma comprendiamo le aziende». Il 99% degli alberghi è chiuso, Naro stima che tra i 100 milioni di fatturato perso a marzo e i 160 milioni stimati ad aprile «a cui vanno sommate le perdite dei servizi di ristorazione o delle sale riunioni, il settore in due mesi si avvicina ad un buco di 300 milioni». La speranza è «di ripartire a maggio, anche se sarà una ripresa difficile e graduale perchè i Paesi riapriranno a ritmi diversi. Alcuni studi dicono che il comparto turismo quest'anno potrebbe tornare al livello degli anni '70, indietro di cinquant'anni». Anche per l'assessore ai Grandi eventi Cristina Tajani era «una scelta inevitabile. Questo non significa che il mondo del design, che è ricerca progettuale di soluzioni che migliorino la vita di tutti i giorni, non possa esprimere la sua forza anche in questo eccezionale 2020. Il ritorno ad una normalità probabilmente diversa da quella che abbiamo lasciato non sarà immediato. Avremo bisogno di modi nuovi di guardare e vivere il mondo. E di designer, progettisti, produttori, artigiani per farlo». Capire «come mobilitare queste energie della città sarà impegno anche del Comune nei prossimi mesi».

E col design saltano anche le sfilate e le presentazioni di Milano Moda Uomo previste dal 19 al 23 giugno, si uniranno alla Moda Donna a settembre. «Stiamo tuttavia lavorando - spiega il presidente della Camere della Moda Carlo Capasa - a nuovi formati digitali e nuove modalità di incontro per dar vita nei giorni delle sfilate maschile ad altri momenti di narrazione per i brand, un inizio di campagna vendita innovativa. Gli 800 showroom in città saranno parte attiva».

Chiara Campo

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