La prima scelta è Del Debbio E la Lega preme per un civico

Una volta definito il perimetro dell'alleanza, il centrodestra milanese deve trovare il candidato alla fascia tricolore. E qui si apre un altro capitolo. A oggi, nonostante i suoi ripetuti rifiuti, la prima opzione resta quella di Paolo Del Debbio. Il giornalista-filosofo, già assessore con Gabriele Albertini, continua a smentire questa possibilità. Si dice lusingato ma non interessato alla proposta di candidatura, offertagli da Forza Italia e Lega. Anche nell'intervista rilasciata a «Panorama» in edicola, lo fa in modo netto, categorico. Anche se poi lascia un piccolo spiraglio: «In linea di principio soltanto i paracarri non cambiano idea - dice alla fine - E io non mi sento un paracarro», anche se conclude confermando «per l'ultima volta che candidato non sarò. Non mi piace fare politica. Ci vuole un gusto per il potere che io non ho».

A Forza Italia piace per tanti motivi - fra l'altro ne è stato l'ideologo nel 1994. Alla Lega piace per le sue posizioni. Ai centristi non dispiace affatto. Nessuno direbbe no, anzi tutti lo sosterrebbero convintamente, se fosse disponibile. E un po' di tempo per cambiare idea c'è. E se non la cambiasse? La Lega, che si sente forte anche a Milano, preme per un candidato civico: imprenditore, professionista, esponente della società civile. «La prima opzione è un esponente non di partito. Milano ha dato tanto all'industria, al mondo delle imprese - spiega il capogruppo del Carroccio Alessandro Morelli - ponendo un'ulteriore condizione: il “fuoco dentro” - lo chiama così - la passione per Milano e la convinzione di amministrarla in un momento non facile, direi drammatico per i disastri di Pisapia e i tagli dei governi». Ma questo fantomatico «civico» deve essere trovato. Solo se il civico non fosse trovato, questo il piano del Carroccio, allora si passerebbe ai politici. E alle primarie. A quel punto, sebbene l'interessato non lo ammetta (per ragioni di stile politico) lo stesso Morelli (direttore di Radio Padania) potrebbe essere il nome di bandiera su cui puntare.

Passando a Forza Italia, come detto Del Debbio piace molto a tutti. E il nome civico è un'opzione nient'affatto esclusa. Candidato naturale, poi, sebbene finora non abbia mai avanzato questa ambizione, sarebbe la coordinatrice Mariastella Galmini. Altro candidato naturale è considerato Paolo Romani. Le primarie sono un'opzione praticamente inesistente da Forza Italia. A destra, invece, Fratelli d'Italia le chiede, in mancanza di un accordo, e in quel caso schiererebbe Riccardo De Corato. Ma, a oggi, le primarie del centrodestra sono solo un'ipotesi di scuola. Tanto che nella stessa Lega si dicono fiduciosi sull'accordo politico diretto.

Capitolo a parte, anche qui, sono i centristi. Il nome di Maurizio Lupi aleggia. «Sono un suo estimatore e farei il tifo per la sua capacità e conoscenza di Milano - spiega il coordinatore Luca Del Gobbo - ma Maurizio non è candidato, anche se non si sottrae da questo impegno milanese». Che Lupi possa essere candidato direttamente, Morelli lo considera «impossibile». Anche a lui, come agli altri - sempre per la Lega - toccherebbe passare dalle primarie.

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