Scuola, kit pungidito per 6mila e unità mobile per i "sospetti"

Distribuiti in 14 scuole i test (non dolorosi) fai da te. Se un bimbo sta male in classe diagnosi su chiamata

Un kit per raccogliere le gocce di sangue degli studenti dai 3 ai 18 anni tramite pungidito, da fare anche sul divano di casa, per diagnosticare precocemente l'infezione da SARS-CoV-2. Quest'anno l'apertura a scaglioni dell'anno scolastico va di pari passo con un programma integrato di sorveglianza epidemiologica, che consentirà di conoscere e di monitorare lo stato sierologico e la diffusione dell'infezione negli alunni nel tempo. Già ieri sono stati distribuiti i kit nelle 14 scuole coinvolte e saranno circa 6mila gli alunni che verranno sottoposti al test, su autorizzazione delle famiglie. L'analisi verrà valutata presso il laboratorio di riferimento regionale per lo screening Neonatale dell'ospedale Buzzi e in caso di positività verrà eseguito un tampone naso faringeo. «Nella bustina che viene consegnata alle famiglie - ha spiegato il responsabile dello studio, Gian VincenzoZuccotti, direttore del dipartimento pediatrico dell'Asst Fatebenefratelli Sacco e docente dell'Università Statale - ci sono un pungidito e una cartina che ci consente di raccogliere delle goccine di sangue. C'è un documento che spiega come va eseguito: le goccioline di sangue prelevate, senza dolore, verranno posizionate nei cerchietti del cartoncino che verrà poi riconsegnato alla scuola. Nei mesi precedenti abbiamo eseguito delle verifiche e stabilito che la sensibilità è intorno al 96-97 per cento, con gli stessi risultati riscontrabili con un prelievo venoso», ha sottolineato Zuccotti. «Stiamo pensando anche a delle unità di pronto intervento mobile perché l'obiettivo è andare nelle scuole quando c'è una segnalazione di un bambino che a scuola sta poco bene, che verrà messo in una stanza appositamente gestita: a quel punto uscirà l'unità mobile, effettuerà il tampone molecolare, e nel giro di un'ora si potrà avere il risultato. Questo ci può dire se il bambino può tornare o meno a casa, se la classe debba essere o meno chiusa, e se si debba mettere in quarantena la famiglia», ha concluso Zuccotti, spiegando che «con i dispositivi a disposizione possiamo fare fino a 30mila test a settimana.

Il beneficio diretto per il soggetto che aderisce risiede nella possibilità di diagnosticare precocemente l'infezione, e di conseguenza un'adeguata presa in carico e precoci misure di controllo. Un'ampia partecipazione allo studio permetterà di ampliare le conoscenze sull'infezione in età pediatrica, di capire meglio le dinamiche di trasmissione nella comunità, e la presentazione clinica nelle diverse fasce di età. È previsto un follow-up di 6 mesi dall'inizio della frequenza della struttura scolastica.

Anche l'Università Statale applicherà il modello di sorveglianza sierologica mediante test ELISA, ovvero quello utilizzato per le comuni sierologie da laboratorio che si effettuano su prelievo di sangue venoso (DBS) a studenti e docenti che accedono agli spazi universitari e alle residenze, su base volontaria.

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