"Sono ideologici, puntano ai voti verdi. E questa misura non servirà a niente"

L'assessore regionale all'Ambiente boccia le nuove scelte del Comune. "Il lockdown ha dimostrato che il traffico non è il nodo principale"

"Sono ideologici, puntano ai voti verdi. E questa misura non servirà a niente"

Raffaele Cattaneo, assessore regionale all'Ambiente, di fatto oggi partono le nuove limitazioni al traffico decise del Comune di Milano. Come le valuta?

«Abbiamo chiesto di rivederle, per vari motivi. Intanto non ci sembra che i cittadini siano stati informati. Molti saranno rimasti spiazzati nel non potersi più spostare con l'auto per motivi di lavoro, studio, e altro, per questa scelta che, lo sottolineo, non è della Regione, è del Comune e solo del Comune. Una decisione unilaterale. Le Regioni del bacino padano, che hanno sempre concordato le loro azioni, non prevedono la limitazione dei veicoli Euro 5».

E nel merito?

«È la seconda ragione. Secondo voi il miglioramento che si avrà, in termini ambientali, giustifica le conseguenze che inevitabilmente si avranno, in un momento così difficile? Noi riteniamo di no, anche alla luce dei dati di quanto è successo nelle settimane del lockdown».

Niente traffico, stesse polveri.

«Il traffico è sceso del 79%, con punte del 90, e le polveri sono scese del 14%. Com'era evidente, non c'è correlazione diretta. Il traffico è solo una delle cause dell'inquinamento, insieme ai riscaldamenti e alle emissioni dell'agricoltura. Intervenire solo sul traffico ha effetti molto limitati. E noi non ci stiamo alla narrazione per cui loro sono amici dell'ambiente e noi no. Noi siamo per un ambientalismo equilibrato, che tenga conto di tante esigenze, anche economiche. Il loro ambientalismo è ideologico, strizza l'occhio a un certo elettorato».

Non siete solo per il rinvio?

«Le Regioni del bacino padano hanno deciso insieme di bloccare gradualmente i diesel, anche gli Euro 5 dal 2025, sulla base di un programma di rientro. Noi non siamo per i rinvii, siamo per attuare percorsi ragionevoli e chiediamo il rispetto degli accordi. Poi mi lasci dire che, a differenza di quanto afferma l'assessore comunale, non è affatto vero che l'ambiente stia sempre peggio, anzi ogni anno è migliore del precedente (tranne il 2021 per ovvie ragioni). Lo dicono i dati. Ora il governo ha deciso che si possono riaprire le centrali a carbone e usare gli oli combustibili. Nessuno l'ha contestato, evidentemente nei periodi di crisi si devono assumere provvedimenti emergenziali. Io sono pronto fin d'ora a fare una scommessa col Comune».

Quale scommessa?

«Sono certo che i nuovi limiti non miglioreranno la qualità dell'aria. Basterà un certo numero di cittadini che, visti i costi, tornerà al gasolio o alla legna, al pellet, e l'impatto sarà molto più negativo. Teniamo presente poi che le misure limitate a Milano, e non condivise, non sono efficaci. Le polveri prodotte fuori dal Comune? Questa è una fuga in avanti senza senso, ideologica».

Anche sulla transizione ecologica si corre lo stesso rischio? Misure spot dannose?

«La questione non la ignoriamo affatto, non diciamo: Sono balle. Il tema è serio e va affrontato seriamente, con soluzioni equilibrate, non con divieti e multe, ma con misure che incentivino i comportamenti virtuosi. Guardi, noi abbiamo costruito un modello che il mondo ci invidia: il 73% di differenziata, il 63% di rifiuti urbani e l'85% di rifiuti di attività produttive, impianti, termovalorizzatori per produrre energia e calore. Lo abbiamo fatto noi, che governiamo questa Regione, è un ambientalismo concreto, attuato, non degli slogan. L'avesse fatto la sinistra ne parlerebbero tutti. Stesso realismo serve per l'aria. Si deve agire, e lo si sta facendo, su misure efficaci. A Milano i picchi li abbiamo quando spandono i reflui sui campi, per il pm10 secondario. Bloccare gli Euro 5, auto anche del 2017, non risolve il problema, ma forse fa parlare».

A proposito di energia, come siamo messi?

«Abbiamo portato in giunta il piano energetico 2030. La Lombardia dipende al 54% dal gas, quindi siamo ancora più in difficoltà per il blocco. Oggi più che mai dobbiamo mettere in atto politiche di diversificazione nel breve, unico rimedio oltre alla riduzione dei consumi, per far fronte alla crisi. Molti, soprattutto fra le aziende energivore, chiedono il passaggio da gas a gasolio, che sono sicuri di poter trovare, oggi a metà prezzo peraltro. Stiamo lavorando per dare indirizzi alle Province in questo senso.

Con un approccio ideologico - per cui quel che conta è l'ambiente e il resto non importa - qui si rischia grosso. E anche le famiglie non dovranno essere costrette a scegliere fra fare la spesa e pagare le bollette. Se non pagassero sarebbe un problema serio, per tutti».

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