Stangata Atm. Il Comune però può evitarla con 15 milioni

Il ticket Atm salirebbe a 2,20 euro a ottobre. Palazzo Marino scarica le colpe sulla Regione ma l'assessore Terzi le rispedisce al mittente: "Copra gli adeguamenti Istat con altri fondi"

Foto da archivio
Foto da archivio

Le Agenzie del trasporto pubblico locale e i Comuni «eventualmente individuino le risorse finanziarie a copertura della differenza nel caso di mancata applicazione dell'adeguamento tariffario». Sta lì, in quelle poche righe del Regolamento regionale sull'adeguamento delle tariffe del Tpl, la dimostrazione che il Comune non ha l'«obbligo» ma la «facoltà» di aumentare il prezzo del biglietto Atm, Si rischia un rincaro almeno da 2 a 2,20 euro sul ticket singolo a partire da ottobre e, a cascata, anche sul carnet da 10 biglietti e sul settimanale.

Ieri è andato in scena un rimpallo tra Palazzo Marino e Regione, uno scaricabarile partito già mercoledì sera dall'assessore alla Mobilità del Comune Arianna Censi e ritornato lentamente al mittente. La questione: l'assemblea dei soci dell'Agenzia del Tpl della Città Metropolitana di Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia ha affrontato mercoledì mattina il tema dell'adeguamento delle tariffe agli indici Istat, bloccato nei due anni di emergenza Covid. La percentuale massima sarebbe del 7,64% ma ci sono alcuni parametri (legati anche alla qualità del servizio) che permettono di contenerla. Anche Trenord aumenterà i biglietti a partire dal prossimo autunno di circa il 3,82% le tessere «Io viaggio ovunque Lombardia» e «Io viaggio ovunque Provincia», i ticket ordinari dovrebbero aumentare di pochi centesimi.

Per Atm l'Agenzia Tpl fisserà in una prossima seduta l'entità dell'aumento, che dovrebbe variare per il singolo tra i 10 e 30 centesimi (e 20 sembra l'ipotesi più quotata), per ora ha stabilito che non saranno toccati invece gli abbonamenti, per non pesare sugli spostamenti casa-lavoro, e si studieranno anche nuove formule per venire incontro ai tanti milanesi e pendolari che continuano a lavorare in smart working. «Se avessimo potuto scegliere non avremmo certo deciso ora l'adeguamento Istat dei biglietti - ha dichiarato a caldo l'assessore Censi (nella foto) -. Ci siamo adeguati ad una norma che è stata imposta dalla Regione a trazione leghista, con una legge approvata a luglio».Versione smentita ieri dall'assessore regionale ai Trasporti Claudia Terzi: «Le Agenzie del Trasporto pubblico locale sono libere di decidere se applicare o meno gli aggiornamenti Istat. Spetta a loro, in ultima analisi, la scelta se porre in essere o meno le rimodulazioni delle tariffe ed eventualmente come accordarsi o compensare le aziende che prestano il servizio». Va «sempre ricordato prosegue l'assessore - che le Agenzie dipendono principalmente dalle amministrazioni comunali dei capoluoghi di Provincia e per il caso di Milano anche dalla Città metropolitana. Nello specifico, proprio il caso di Milano è particolare: i servizi Atm sono tuttora gestiti dal Comune e il ricavato dei biglietti alimenta il bilancio comunale. Il Comune, in quanto ente regolatore, può dunque proporre in autonomia di evitare aumenti dei biglietti facendovi fronte con il proprio bilancio».

Si torna al punto di partenza, alla possibilità di trovare «eventualmente le risorse finanziarie a copertura». Lo sforzo per evitare la nuova stangata - l'aumento da 1,5 a due euro è scattato solo nell'estate 2019, e nel 2011 l'allora sindaco Giuliano Pisapia fece il balzo da un euro a 1,5 - è quantificato in 15-17 milioni di euro. Secondo i consiglieri comunali della Lega che ieri si sono riuniti per circa un'ora in Regione con l'assessore Terzi e il commissario cittadino Stefano Bolognini, le risorse si possono trovare, a partire da una lotta dura agli abusivi a bordo, a chi pratica di routine il «salto del tornello». Anche perchè dal primo ottobre scatteranno anche i nuovi divieti in Area B e C. L'assessore Censi torna ad attaccare la Regione: «Ha deliberato l'adeguamento Istat sul costo del trasporto, l'effetto economico decisione è di 38 milioni per tutta la Lombardia, circa 15-17 milioni in proporzione per Milano. Avrebbe potuto compensare autonomamente l'aumento con fondi propri. Il Comune è obbligato a reperirli, può solo decidere se gravare su tutti i cittadini attraverso il Bilancio, su tutti quelli che usano i mezzi o chi li usa saltuariamente». Terza opzione. «Se la Lega decidesse di fare una battaglia per chiedere a Regione di stralciare l'adeguamento saremo al suo fianco».

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