Tombe medievali e resti romani scoperti in una chiesa di Nosedo

Quasi due mesi di lavori, nella piccola chiesa dedicata ai santi Filippo e Giacomo, hanno portato alla luce un sepolcreto medievale e resti di origine romana in via San Dionigi a Nosedo, periferia sud di Milano. L'edificio è luogo di preghiera e accoglienza ecumenica della comunità di Nocetum.
Oltre alle sepolture, quasi certamente medievali, sono stati trovati cocci, alcuni dei quali smaltati, pietre e una moneta risalente al periodo tra il 340 e il 343. Reperti che raccontano di come questo territorio abbia avuto una sua parte nella storia dai tempi dell'Editto di Costantino.

«Là dove i cataloghi episcopali dell'undicesimo secolo ricordano la sepoltura di Onorato, arcivescovo milanese al tempo della conquista longobarda - osserva in una nota Maria Silvia Lusuardi Siena, docente di Archeologia medievale all'Università Cattolica e consulente per le indagini archeologiche - nonché il palazzo e la zecca di Federico Barbarossa, le ricerche hanno accertato l'antichità della chiesetta dei Santi Giacomo e Filippo di Nosedo, fornendo un nuovo tassello per ricostruire la storia di una porzione del contado ora periferia meridionale della città».

I lavori di risanamento dell'edificio di culto, diretti dall'architetto Alberico Barbiano di Belgiojoso, sono stati realizzati grazie alla collaborazione tra Associazione Nocetum, Soprintendenza per i Beni archeologici della Lombardia, Università Cattolica del Sacro Cuore e al contributo di Fondazione Telecom Italia, che ha sostenuto e finanziato il progetto Valle dei Monaci, selezionando Nocetum all'interno di un suo bando dedicato alla valorizzazione dei cosiddetti «Beni culturali invisibili».

Gloria Mari, coordinatrice del progetto Valle dei monaci che punta a connettere il territorio che va dal Parco delle Basiliche a Melegnano, ha spiegato che alla rete informale dell'associazione Nocetum hanno aderito enti, parrocchie, scuole e imprenditori «compreso un pastore transumante con le sue 800 pecore. Siamo più di 40 realtà, ma abbiamo bisogno di aiuti economici».

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