In Triennale e a Palazzo Reale due mostre sulle icone della progettazione

In Triennale e a Palazzo Reale due mostre sulle icone della progettazione

In perfetto stile «storytelling», come usa oggi, Milano si racconta e riscopre il proprio «brand» proprio nei giorni del Salone del Mobile, e in attesa, naturalmente, della grande kermesse dell'Expo. E lo fa in due mostre dal forte sapore narrativo, che raccontano la Milano dell'identità e quella della creatività. Due volti della stessa città che riesce sempre a reinventarsi e a sorprenderci. A Palazzo Reale, Appartamento del Principe, va in scena, fino al 27 aprile, un appuntamento tra i più attesi del Fuorisalone 2014: la mostra «100% Original Design», esposizione multimediale di oltre 100 pezzi-icona che hanno fatto la storia del disegno industriale dal 1945 a oggi, ideata da Elle Decor con il patrocinio del Comune di Milano. E di Milano, qui, ce n'è da vendere: dalla mitica Superleggera di Gio Ponti (1957), una sedia in soli 1,7 kg, al giocoso cavatappi Anna G. di Alessandro Mendini (1994); dalla lampada da terra Arco (1962) dei fratelli Castiglioni, col suo «urban look» ispirato ai lampioni stradali, a quella da tavolo Atollo, di Vico Magistretti (1977); dal set-condimenti 5070 di Ettore Sottsass (1970), al sofa Charles di Antonio Citterio (1997). Non mancano i milanesi d'adozione, come Patricia Urquiola, con la sua sedia Fjord (Moroso, 2000), nata dalla piegatura di un foglio di carta durante un volo dalla Scandinavia all'Italia. La mostra è parte del progetto Be Original, in difesa del design d'autore contro la contraffazione. Ma l'aria che si respira, grazie anche all'allestimento interattivo dello studio N!03, richiama da vicino l'atmosfera di un altro tempio delle esposizioni milanesi, la Triennale: ed è proprio qui che, da oggi al 2 giugno, si accendono i riflettori su Identità Milano, un percorso ideato da Michele De Lucchi attraverso 14 temi- chiave. Partiamo dal toponimo, coniato dai Romani nel III secolo a.C.: Mediolanum, terra di mezzo, nodo di connessione: è proprio questo il primo tema in mostra. Del resto anche il grande Carlo V, uno abituato a regnare da Vienna ad Acapulco, davanti a Milano non tratteneva l'emozione: «Pupilla dei miei occhi», la chiamava. Altro tema è l'Accoglienza: requisito indispensabile per ogni crocevia culturale. La Cultura, appunto: la Lombardia vanta 13 atenei (7 nella sola Milano), con 200 mila studenti in 50 facoltà e 150 dipartimenti in tutti i campi umanistici, scientifici, tecnici. Ma è con l'Archeologia industriale che si entra nel vivo: intorno a Milano si sviluppa una delle più grandi aree produttive d'Europa, con milioni di metri quadrati da recuperare e valorizzare. E poi Qualità della vita e sostenibilità, Moda, Design (54 scuole a Milano!), Salute, Arte e spettacolo, Comunicazione e sport, Città metropolitana, Diritti (da Costantino al Beccaria…), Nutrizione. Un tema che ci porta dritto all'Expo. La mostra è articolata in sezioni: Stemma della Città e patrimonio simbolico popolare, Le icone d'arte, I palazzi storici e moderni, I luoghi topici, Duecento milanesi nativi e adottivi. Obiettivo: inquadrare l'esperienza-Milano attraverso la lente dell'immaginario collettivo.

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