Tumore alla prostata «Per sfatare un tabù 500 le visite gratuite»

Il 53% degli uomini lo teme, ma l'80% sfugge ai controlli. «L'unica arma è la prevenzione»

Marta Bravi

Cinquecento visite urologiche gratuite. Il regalo che la compagnia di assicurazioni Aviva in collaborazione con la lega italiana per la Lotta contro i tumori fanno agli uomini milanesi. Obiettivo della campagna di sensibilizzazione «Movemen» focalizzare l'attenzione degli uomini over 30 sulla diagnosi precoce. Il 92 per cento delle persone cui viene diagnosticato un tumore alla prostata in Italia ha il 92 per cento di possibilità di sopravvivenza a 5 anni dalla malattia, se la diagnosi viene effettuata precocemente.

Secondo il rapporto Aiom/Airtum «I numeri del cancro in Italia 2019» in Lombardia tra il 2003 e il 2014 si è registra un calo dell'incidenza del tumore alla prostata e della mortalità. In particolare in Lombardia si registra una percentuale (93%) di un punto superiore rispetto alla media nazionale per sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi. Eppure la prevenzione tra gli uomini, come dimostra il numero delle visite urologiche effettuate nelle diverse sedi della Lilt è pari a 1.311 su un totale di 72.353 visite complessive.

Il problema è la forte resistenza degli uomini a parlare di tumore alla prostata e, quindi a seguire gli screening di prevenzione, e in parte la scarsa conoscenza della malattia e di alcune nozioni base. In Italia, ma il campione è rappresentativo della popolazione maschile tra i 30 e i 65 anni, oltre la metà degli uomini (53%) ha paura del tumore alla prostata, più che di quello al polmone, ma solo 1 su 4 ha effettuato un esame di controllo, per lo più per scelta personale o per aver avuto qualche sintomo. La maggioranza degli uomini (81%) sa che il tumore alla prostata è il più diffuso ma dimostra una scarsa conoscenza (28%) delle funzioni di questa ghiandola. Sono questi i principali risultati della ricerca «Uomini e prevenzione urologica: è una cosa da maschi» condotta da SWG in occasione del mese dedicato alla prevenzione.

Da anni la LILT è impegnata nell'attività di sensibilizzazione al maschile attraverso il Percorso Azzurro per diffondere il più possibile anche tra gli uomini la cultura della prevenzione e della diagnosi precoce: adottare stili di vita corretti (non fumare, mangiare in modo sano, moderare il consumo di alcol, svolgere attività fisica) e sottoporsi a controlli periodici riduce infatti il rischio di ammalarsi di cancro. «Il fatto che l'80 per cento degli uomini non sia mai andato dall'urologo spiega il presidente LILT, Francesco Schittulli è un dato preoccupante, perché significa che si ricorre alle visite solo quando le patologie sono già manifeste e conclamate, quando invece sarebbe fondamentale, specialmente superati i 50 anni di età, rendere periodico il controllo, come la mammografia per le donne. Con la campagna Percorso azzurro LILT intende sensibilizzare gli uomini sull'importanza della prevenzione e della consapevolezza sui rischi, legati talvolta anche a piccoli disturbi spesso trascurati, per tenere lontane tante patologie aggressive per la salute».

Per sottoporsi alle visite basta ritagliare il coupon raffigurante i baffi sulla Gazzetta dello Sport il 19 e 24 novembre e compilare il form all'indirizzo spaziolilt.it ( movemen.legatumori.mi.it).

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