La Veneranda Fabbrica e il concerto in Duomo per il Natale meneghino

Venerdì 20 dicembre si è tenuto il Concerto Di Natale offerto alla città da Veneranda Fabbrica del Duomo e Comune di Milano, con il sostegno di Assolombarda

È un appuntamento fisso, che si è fatto ormai tradizione, quello con il grande concerto in Cattedrale, offerto alla città dalla Veneranda Fabbrica e dal Comune di Milano. Armonia, emozione ed entusiasmo accolgono cittadini e visitatori in Duomo, nel segno della musica. La grande musica di Johann Sebastian Bach.

L'evento, organizzato anche con il contributo di Assolombarda, si è tenuto venerdì 20 dicembre. L'ensemble vocale preparato da Jacopo Facchini e strumentale de laBarocca, con le voci soliste di Céline Scheen (soprano), Damien Guillon (alto), Benedikt Kristjansson (tenore) e Marco Saccardin (basso), hanno eseguito la prima e la sesta cantata dall'Oratorio di Natale per soli, coro e orchestra BWV 248 di Bach sotto la direzione di Ruben Jais.

Nonostante condizioni avverse – oltre il freddo pungente e la pioggia scrosciante – le navate della Cattedrale sono state gremite da un pubblico davvero numeroso. E in prima fila ha fatto capolino il presidente della Veneranda, Fedele Confalonieri.

Al termine dell'esecuzione, encomi per tutti e applausi scroscianti. Molti gli ospiti di spicco della politica, della finanza, delle istituzioni, del mondo della cultura ed ecclesiastico, tra cui l'assessore regionale al Welfare Giulio Gallera di Forza Italia, l'eurodeputata Isabella Tovaglieri, l'assessore comunale al Turismo Roberta Guaineri del Partito Democratico, salutati dall'arciprete del duomo, Monsignor Borgonovo, e introdotti al programma musicale da Armando Torno.

Tra gli ospiti di spicco anche Nazzareno Carusi, pianista che da tempo è lontano dalla vita concertistica attiva per le conseguenze di un problema di salute, ma che raccoglie un apprezzamento che va da Riccardo Muti (il grande direttore d'orchestra lo ha definito "un musicista di altissimo valore") al presidente della Siae Giulio Rapetti Mogol, che lo ha descritto come "non solo un musicista di qualità eccezionali ma anche, e forse soprattutto, un uomo rinascimentale che ha così profondamente a cuore la vita culturale del nostro Paese da dedicarle capacità ed energie altrettanto straordinarie".

Dopo il concerto Carusi si è detto "felice di aver ascoltato due cantate così meravigliosamente belle e ammirato sia di Ruben Jais, filologo senza pedanteria e musicista dal temperamento nobile, che di tutti gli interpreti, per la bravura, la musicalità e l’intonazione espresse benissimo nonostante una temperatura e un’umidità inevitabili e non ideali".