Viaggio nel Primitivismo della scultura nel '900

Lucia Galli

Una nuova mostra a villa Malpensata, che dopo i restauri riapre: spazi più grandi, moderni ed accoglienti. Fino al 28 luglio si potrà visitare «Je suis l'autre. Giacometti, Picasso e gli altri. Il Primitivismo nella scultura del Novecento», propone un viaggio tematico che approfondisce la rivoluzione formale dei linguaggi: 70 opere molto eterogenee, i maestri e i capolavori di arte etnica e popolare, il grande e il piccolo, il plateale e l'incognito. L'iter va dal secolo XVIII alla metà del secolo XX, oltre ad una selezione di opere pre- colombiane. Così la Svizzera rinnova il suo patto d'amore con l'arte, ed ecco la missione ritrovata del Musec - Museo delle Culture di Lugano - fra le istituzioni più amate fra città, Ticino ed Insubria.

«Dalle forme dell'Heleneum, primo nucleo espositivo alla villa museo di oggi il passo è stato grande», ricorda il direttore Francesco Paolo Campione. Fondazione privata di utilità pubblica, investimenti mirati e sostenibilità economico-finanziaria sono gli ingredienti di questo futuro che comincia proprio col Primitivismo ed una mostra che si è già rodata a Roma, alle terme di Diocleziano e porta la firma, oltre che di Campione, anche di Maria Grazia Messina che insieme hanno anche curato il ricco catalogo per Electa. Fil rouge dell'esposizione sono l'atto creativo, l'inconscio e il mito, concepiti come guida per il visitatore. Quali furono le emozioni provocate dalla scoperta, prima, e della frequentazione, poi di Paesi lontani?

Il mito del buon selvaggio e l'irruzione sulla scena europea di culture non occidentali hanno rimescolate le carte. In letteratura leggiamo i diari di James Cook, o sorridiamo alle paure di Herman Melville in Taipi; in arte ci accorgiamo di quanto quegli orizzonti lontani siano stati recepiti dalle Avanguardie del Novecento. La mostra si snoda su cinque sezioni: la figura di Quetzalcóatl, il terribile dio azteco, fa da capofila alla prima, dedicata all'«Infanzia dell'essere» con tanti antenati d'epoca o rivisitati come la Hockende Frau di Ernst Ludwig Kirchner o la Femme au long cou di André Derain, gli uomini filiformi di Alberto Giacometti. Seguono opere di Kenneth Armitage, Enrico Baj, Serge Brignoni, Jean Dubuffet, Max Ernst, Lucio Fontana, Piero Manzoni, Marino Marini, Arnaldo Pomodoro, Man Ray, Salvatore Scarpitta e Pablo Picasso con un «Visage» in metallo verniciato del 1961, che arriva da una collezione milanese.

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