Vigorelli-Ghisallo, un "rito" ciclistico

Dal Velodromo al Museo: al via appassionati e campioni come Bettini e Garzelli

Antonio Ruzzo

Non è una pedalata come tante. Non lo è perchè quel centinaio di chilometri che separano il Vigorelli dal Museo del Ghisallo sono quasi un pellegrinaggio sui pedali. Si immagini un lungo un filo rosso che mette insieme due templi, due pezzi del mito del ciclismo. Il Ghisallo è la salita di tutti quelli che pedalano. Perchè in cima c'è una chiesetta che è diventata un simbolo e perchè il museo è la metà perfetta per chi ama la bici. Il Vigorelli è il Vigorelli e non ha bisogno di presentazioni. Quest'anno poi è un anno di ricorrenze: il Velodromo compie 85 anni di vita, mentre il Museo del Ghisallo ne compie tredici. Ricorrono 70 anni dal riconoscimento papale della Madonna del Ghisallo come «protettrice di tutti i ciclisti» e, soprattutto, sono trascorsi 100 anni dalla nascita di Fausto Coppi che al Vigorelli ottenne il più famoso dei Record dell'ora. Non solo. E' pure passato un secolo dalla prima scalata al Colle del Ghisallo durante il Giro di Lombardia del 1919 con la vittoria di Costante Girardengo proprio davanti al Santuario. Basta e avanza per fare della quinta edizione della Vigorelli-Ghisallo che si corre domenica 20 ottobre un evento ad alta concentrazione di storia e di passione ciclistica. Per il quinto anno consecutivo questa pedalata non competitiva viene riproposta dall' ASD Comitato Velodromo Vigorelli, dal Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo e da Upcycle Milano Bike Cafè ed è ormai un appuntamento classico di fine stagione. Al via come testimonial anche quest'anno ci sarà Paolo Bettini, medaglia d'oro olimpica e due volte campione del mondo di ciclismo su strada, nonché plurivincitore di «classiche monumento» quali Milano-Sanremo, Liegi-Bastogne-Liegi e Giro di Lombardia. Ma al suo fianco correrà anche Stefano Garzelli, vincitore di un Giro d'Italia ed oggi voce tecnica del ciclismo in Rai. «L'uscita da Milano dal Parco Nord sarà scortata dalla polizia Municipale- spiegano gli organizzatori- Poi il percorso sarà completamente segnalato con appositi cartelli per raggiungere l'abitato di Asso. Lì i partecipanti incontreranno un bivio e potranno scegliere quale versante del Colle del Ghisallo affrontare: la salita più dolce, che da Asso porta direttamente a Magreglio, oppure quella più impegnativa che inizia a Bellagio». All'arrivo al Ghisallo, i ciclisti riceveranno un lunch box e saranno accolti per il pranzo presso gli spazi del Museo, che potrà essere visitato in una delle sue ultime giornate di apertura stagionale. Il Museo, oltre alla consueta collezione di cimeli storici e pezzi da collezione, attualmente ospita una mostra che ripercorre i 70 anni del Santuario, uno spazio dedicato ai 70 anni della scorta moto ciclistica della Polizia Stradale al seguito del Giro d'Italia e uno dedicato al paraciclismo e ai campioni diversamente abili.