"Un villaggio ideale per l'economia reale. Finalmente è tornato l'Artigiano in Fiera"

Il presidente Antonio Intiglietta presenta la manifestazione che per nove giorni sarà la vetrina per 1.800 espositori provenienti da ottanta Paesi

"Un villaggio ideale per l'economia reale. Finalmente è tornato l'Artigiano in Fiera"

«Finalmente» è un avverbio sinonimo di giubilo, soddisfazione e speranza. Intitolarvi una manifestazione come Artigiano in Fiera, in programma a Rho Pero da domani fino al 12 dicembre, dà soprattutto il senso dello scampato pericolo dopo un anno di stop forzato a causa della pandemia. E l'ottimismo degli organizzatori non scema, nonostante l'aumento dei contagi preoccupi le autorità sanitarie, che invitano la popolazione a non abbassare la guardia. «Quello della sicurezza è il vero punto di forza da cui siamo partiti e che ci convince sulla buona riuscita della manifestazione; abbiamo a malincuore lasciato a casa espositori che non erano in grado di garantire le misure disposte dal governo» dice il presidente di Gestione Fiere Spa, Antonio Intiglietta.

Malgrado il Covid sia ancora tra noi, l'Italia è diventata la locomotiva d'Europa. Artigiano in Fiera ne sarà una conferma?

«Questa manifestazione è la vetrina ideale dell'economia reale, quella dell'artigiano, perno del nostro sistema produttivo. Il titolo Finalmente indica che, al di là dei dati, finalmente gli operatori tornano a vedersi, ad incontrare il pubblico e a raccontare le loro storie di creatività e produttività».

In questo anno e mezzo si è anche assistito a una rapidissima espansione dell'e-commerce. Indietro si torna?

«L'e-commerce è uno strumento prezioso che questa manifestazione non rinnega, anzi. Per la prima volta Artigiano in Fiera si presenta in versione phygital, nel senso che la presenza fisica passa attraverso l'iscrizione ad una piattaforma web, anche in versione app, dove il pubblico può in anteprima conoscere 550 artigiani con le loro storie e anche i loro prodotti. La differenza è che, oltre all'aspetto meramente commerciale, visitare la Fiera in presenza offre un'opportunità relazionale e culturale di cui l'acquisto del prodotto è soltanto un aspetto».

Com'è organizzata questa nuova edizione?

«Il pubblico avrà l'accesso a un meraviglioso villaggio di arti e mestieri dove i protagonisti sono le persone, le loro tradizioni e le migliori creazioni figlie del proprio territorio. La fiera a si svilupperà su sette padiglioni del polo di Fieramilano, con 1.800 espositori e 80 Paesi del mondo presenti e rappresentati, con 29 ristoranti e 18 luoghi del gusto. Ci sarà tutta l'Italia al gran completo, con tutte le sue venti Regioni, così come una significativa area dedicata all'Europa».

Tante aree tematiche, dall'arredamento artigianale all'oggettistica, dalle creazioni sartoriali al food; senza la presenza di chef stellati...

«Infatti, perché questa si conferma essere una manifestazione popolare ma con la p maiuscola dove i piccoli produttori artigianali sono in grado di esprimere vere e proprie eccellenze del territorio. Gli artigiani del gusto presenti sono quasi il 40 per cento degli espositori e non hanno proprio nulla da invidiare a nessuno».

I mezzi di trasporto per la fiera sono stati raddoppiati, che numeri prevedete, anche sulla base delle passate edizioni.

«Nell'edizione del 2019 abbiamo registrato in nove giorni un milione 200 mila visitatori con la presenza di tremila artigiani. Numeri del genere oggi sono impensabili, ma siamo certi che il pubblico non tradirà le aspettative».

Trattandosi di una grande manifestazione non temete assembramenti?

«Sono stati fatti sforzi enormi per una riorganizzazione più ampia degli spazi e dei servizi renderanno, con diffusione di igienizzanti, mascherine obbligatorie al chiuso e all'aperto, ingressi e uscite dai padiglioni separate. Ogni visitatore deve necessariamente prenotarsi sul sito scaricando il proprio invito da presentare all'ingresso unitamente al Green pass».

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