Da Walter Voulaz in mostra oggetti «in nome dell’amore»

«Objects (in the name of love» è il titolo di una originale mostra che raccoglie ed espone una collezione estemporanea di oggetti d’affezione che abitano il privato di 40 protagonisti del contemporaneo. Teatro dell’evento che si inaugura oggi è lo showroom di Walter Voulaz, il designer italiano considerato internazionalmente «il maestro» della camicia fin dalle sue prime collezioni. Gli spazi sono parte integrante dell’edificio storico di via Manzoni che ospita il celebre Grand Hotel et de Milan, che vide tra i suoi ospiti personaggi illustri come Giuseppe Verdi, Gabriele D’Annunzio, Maria Callas e Rudolf Nureyev. In mostra una manciata di pietre dai deserti americani dell’Ovest, il portacenere anni Trenta di un architetto che ha disegnato Milano, un libro d’artista, uno specchio che accompagna quattro generazioni di donne, le strisce di Dylan Dog, il calco in gesso di una mano di una Venere, la maschera di una vecchia BMW per un on the road generazionale. I micro led dei ripiani di legno ebanizzato rivelano gli oggetti esposti e fanno affiorare i ricordi. Il verde «le Corbusier» delle pareti li avvolge in un atmosfera intima e suggestiva. La mostra a cura di Susanna Legrenzi espone oggetti di Luca Andreoni, Antonio Aricò, Bianco e Valente, Luca Campigotto, Sergio Calatroni, Letizia Carriello, Giancarlo Iliprandi, Giovanni Innella, Francesco Jodice, Stefano Maffei, Jorge Manes Rubio, Maurizio Maselli, Stefano Mirti, Giovanni Muzio, Davide Oldan e altri.
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