"Minacce da Annozero, faremo noi da scorta al capitano Ultimo"

L’uomo che ha messo le manette al Capo dei capi continua a difendersi dagli agguati. Quelli a volto scoperto, davanti alle telecamere. Pagati dal servizio pubblico. Passato alla storia da «capitano Ultimo», Sergio De Caprio oggi è colonnello dei carabinieri. A 16 anni dall’arresto di Totò Riina il 15 gennaio 1993, gli è stata revocata la scorta. A togliere il sonno non sono soltanto le minacce di Cosa nostra. Ultimo accende la tv e scopre un altro fronte. «Annozero e le star che lo promuovono sono il migliore esercito di Salvatore Riina. Si apre la nuova fase stragista mediatica», è l’allarme lanciato mentre si dipingono scenari sulla base delle «rivelazioni» di Ciancimino jr nell’arena di Michele Santoro.
Il capitano Ultimo non resterà isolato. La squadra che ha guidato agli inizi degli anni Novanta torna in campo: «Il nostro Comandante viene colpito alle spalle da basse insinuazioni... Non (lo) abbandoneremo e saremo noi, nel tempo libero, a fargli la scorta». Firmato «quel che resta» del Crimor, l’Unità del Ros che nella fase più delicata della lotta alla mafia assicurò alla giustizia decine di latitanti. Il gruppo esce dall’anonimato con una lettera indirizzata al Comando generale. L’appello è già sulle bacheche delle caserme. L’orgoglio dei militari respinge le logiche dell’audience. In passato - denunciano - «i nemici della Patria finivano in galera, non nelle trasmissioni... E chi ha vestito una divisa, e poi una toga e ora siede tra i banchi del potere non può parlare senza cognizione di causa...». Il bersaglio è anche Di Pietro. Aspide e Veleno sono pronti a combattere di nuovo.
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