Minacce contro Alemanno sui muri di Forte Bravetta

Minacce contro Alemanno sui muri di Forte Bravetta

Probabilmente volevano rovinare le celebrazioni per l’armistizio dell’8 settembre o la cerimonia di inaugurazione del parco dei Martiri di Forte Bravetta, fissata per oggi. Ma i vandali, che lunedì notte hanno imbrattato il muro di cinta del Forte con scritte inneggianti al comunismo e altre contro il sindaco, hanno ottenuto l’effetto contrario. I rappresentanti di tutte le formazioni politiche capitoline, infatti, hanno fatto quadrato attorno a Gianni Alemanno, condannando duramente l’episodio.
I cinque slogan fatti con la vernice spray rossa, «firmati» da falce e martello e dalla classica stella a cinque punte delle Brigate rosse, sono stati notati ieri mattina da alcuni passanti. Subito è scattato l’allarme agli agenti della Digos e della scientifica che, giunti sul posto, hanno trovato una prima scritta di circa due metri e mezzo per uno di altezza, su due righe, che recitava «Dieci cento mille piazzale Loreto». Sulla seconda, di sei metri lineari, si leggeva «Viva i partigiani, Alemanno pezzo di m.». Un’altra, lunga sempre sei, diceva «Alemanno sporco fascista, viva l’antifascismo militante». E ancora «Alemanno pezzo di m...» con la firma di «antifascimo militante» intervallata da stelle a cinque punte, che occupava un ulteriore spazio di quindici metri. L’ultima, lunga oltre otto metri, invece, riportava «Viva il comunismo. Con il lavoro contro il capitale».
Gli investigatori, dopo aver fatto i rilievi di routine, hanno dato il via libera agli operatori della squadra decoro dell’Ama, che nel pomeriggio sono intervenuti con un’idropulitrice per cancellare le scritte.
«Credo che si sia voluta creare una spirale di odio nella nostra città e rinfocolare vecchi odi e divisioni degli anni ’70», ha commentato il sindaco, ricordando che la risposta migliore agli sciacalli è arrivata dalla fiaccolata promossa ieri da tutte le istituzioni contro intolleranza, violenza e razzismo. «Chi ha fatto le scritte, imbrattando Forte Bravetta e firmandole con una stella a cinque punte, ha dimostrato tra le altre cose di non avere rispetto per i luoghi della memoria di questa città - ha aggiunto -. Domani (oggi per chi legge,ndr.) inaugureremo a Forte Bravetta un parco dedicato ai martiri che lì furono fucilati durante i tragici 9 mesi dell’occupazione della capitale. Quel parco, assieme al sacrario delle Fosse Ardeatine, deve ricordare a tutti che l’ordine di arrendersi portò Roma ai giorni più tragici della sua storia. E tutti i romani, a cominciare dalla comunità ebraica, pagarono un prezzo altissimo di sangue e terrore».
Per Gianni Sammarco, deputato e coordinatore romano del Pdl, sono delinquenti gli autori delle offese contro il sindaco: «Questa gente sa solamente rifugiarsi in simboli superati e sepolti dalla storia: mi auguro siano prontamente identificati e puniti». «Condanniamo con forza le scritte rinvenute presso Forte Bravetta - è intervenuto Dario Rossin, capogruppo Pdl in consiglio comunale -. Ritengo inaccettabile che ci sia ancora chi ricorre a questa forma di violenza come unico metodo di espressione».
Solidarietà al sindaco è stata espressa anche dal presidente della Provincia, Nicola Zingaretti, e da quello della Regione, Piero Marrazzo. «Le BR sono state sconfitte militarmente dallo Stato, politicamente dalle stesse masse cui si rivolgevano e moralmente da tutta la società civile - ha commentato Marrazzo - ma il loro simbolo nefasto serve ancora come scudo per qualche provocatore». E proprio in memoria dei caduti questa mattina nel neo parco verrà piantato un ulivo del KKL, il Fondo Nazionale Ebraico, che proviene dalle colline di Gerusalemme.