Il miracolo del finto prete: scompare senza pagare il conto

Don Truffa mangia, beve e va a processo. Per usurpazione di titoli o di onori e insolvenza fraudolenta. Lo scherzo da prete lo ha tirato a una struttura alberghiera di Castel Gandolfo, dove ha soggiornato per circa un mese senza pagare il conto prima di scomparire. Un prodigio che non è piaciuto ai proprietari dell’albergo, che non hanno porto l’altra guancia e lo hanno denunciato, facendolo catturare.
Tutto inizia qualche settimana fa: l’uomo, 34 anni, un italiano stentato con un pesante accento tedesco, si presenta all’agriturismo Casale degli Archi e chiede una camera. Nessun problema: l’uomo è vestito impeccabilmente da prete - e si sa, l’abito non fa il monaco ma poco ci manca - e si presenta niente di meno come rappresentante dell’Ordine Teutonico del Convento di Lana. Una carica pomposa che deve fare un certo effetto ai proprietari dell’agriturismo. Da quelle parti, del resto, di religiosi tedeschi ne girano di molto importanti e questo funziona da salvacondotto.
Dopo qualche giorno di comportamento impeccabile, l’aplomb del «don» mostra però qualche crepa. Il religioso si alza, indossa l’abito talare, fa capolino nella sala colazione e si rifocilla ben bene con i prodotti dell’agriturismo ed esce per tutta la giornata. Svolgendo attività misteriose ma che molto hanno a che fare con «versò il vino» dell’Eucarestia. Il religioso torna infatti la sera con qualche bicchiere di troppo in corpo. E vabbè, siamo ai Castelli. Però... «Il suo comportamento ci ha insospettito dopo circa una settimana che era qui. Tornava la sera praticamente ubriaco e ci è sembrato strano per un sacerdote», dice la figlia dei gestori. Che si incuriosiscono e indagano. «Ci aveva detto di essere qui in vacanza - prosegue la figlia dei gestori - ma quando ci siamo accorti che beveva un po’ troppo lui ha tolto una maschera per indossarne un’altra. Ci ha detto tra le lacrime che era in crisi, che stava pensando di lasciare i voti. Abbiamo ritenuto che avesse bisogno d’aiuto e abbiamo chiuso un occhio».
A un certo punto il religioso tedesco tentennante fa perdere le tracce. Il conto a tre cifre, costantemente rimpinguato dal gradimento per le delizie locali, resta alla reception, sua unica traccia. Il direttore dell’albergo presenta una denuncia ai carabinieri di Castel Gandolfo Ville Pontificie che raccolgono testimonianze e ben presto scoprono l’uomo. Che si chiama Gunner Martenka, è di nazionalità tedesca ma risiede in Alto Adige e ha frequentato il seminario senza però mai prendere i voti. Ma i vuoti, quelli sì. A rendere.

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