Mister Ciro non sorride più: «Infortunati sarete voi»

TorinoMagari qualche bugia la racconterà anche Ferrara. Difficilmente, però, Ciro Il Sorridente dirà mai di non leggere i giornali. Perché ieri, alla vigilia dell'impegno odierno contro il Livorno, il tecnico bianconero ha smontato una per una le critiche mosse alla sua Juve, evidenziando quasi con la matita rossa molti dei rilievi emersi dopo il pareggio casalingo di martedì contro il Bordeaux. Ha difeso la sua creatura - che stasera vorrà «spietata» - e rilanciato: «Ho letto e ascoltato tutto, ma noi non ci eravamo esaltati prima e non siamo depressi oggi. Sappiamo qual è la nostra forza, non importa se dall'esterno può esserci un'altra considerazione. Sono e siamo abituati agli sbalzi di umore altrui, ma ci sono dei dati che, visto che vi piacciono, bisogna tenere in considerazione: tra le grandi, la Juve è la sola ad avere cambiato assetto tattico dandosi un volto e un modulo nuovi. Non sono cose che possono funzionare perfettamente dalla sera alla mattina, eppure i risultati non sono negativi nonostante abbia dovuto schierare interpreti diversi». Anche a causa dei tanti infortuni, in realtà.
E qui scatta la seconda difesa, volendo puntualizzare che rispetto alla criticatissima gestione Ranieri tante cose sono cambiate e legami non ne esistono: «I guai muscolari attuali non sono di grave entità, il solo che va avanti da più tempo è Del Piero. Gli altri li recupereremo in pochi giorni». Oggi, comunque, oltre al già citato capitano, mancheranno anche Sissoko (frattura al piede: eredità della passata stagione), Salihamidzic (perone) e Felipe Melo (caviglia), Cannavaro, Diego e Tiago: può bastare, in effetti. «Gestiamo tutto con la massima cautela, giovedì prossimo a Genova potrebbe rientrare Diego». Il quale, dal canto suo, sta dimostrando una discreta fragilità muscolare: «È arrivato in ritiro già con qualche problema», la chiosa di Ferrara. A dire il vero un po' inesatta, visto che l'ex giocatore del Werder Brema ha accusato i primi dolori durante un test sui 3000 metri di quelli che piacciono a tutti i preparatori atletici e anche a Massimo Neri, già alla Juve con Capello e tornato alla base un paio di mesi fa pur continuando a lavorare con l'Inghilterra di Don Fabio.
Oggi, comunque, bisognerà arrangiarsi con quel che resta e Ciro Il Sorridente tira fuori le unghie: «Giovinco può essere un perfetto vice Diego, ne sono più che convinto. Con la Lazio ha fatto bene o sbaglio? Ha giocato al posto del brasiliano o no? La verità è che in Italia siamo dei fenomeni: prima vogliamo che si creda nei giovani e li si faccia giocare, poi siamo i primi a criticarli alla prima prestazione un po' così. Giovinco avrà altre possibilità, starà a lui meritarsele. In tre giorni, però, non si possono cambiare così i giudizi». Via con il rombo, allora: davanti al Piccoletto dovrebbero esserci Iaquinta e Trezeguet ma certo non per gettare la croce addosso ad Amauri, ancora a secco dopo le quattro partite ufficiali di quest'anno e, nel 2009, autore di un solo gol tra campionato e Champions: «Qualcuno dice che è sfiancato dal lavoro che gli chiedo lontano dalla porta - è l'ennesima difesa di Ferrara -. In precampionato però faceva le stesse cose di oggi e segnava gol a chili: come la mettiamo? La realtà è che ha già colpito due pali e altre volte i portieri hanno fatto miracoli. L'esempio da seguire è Rooney: lavora tantissimo ovunque, ma non ha smarrito il senso del gol». Amauri e i critici sono pregati di prendere nota.