Leggi il settimanale

"Modigliani sottopelle" svela uno degli ultimi "nudi"

In mostra quattro capolavori dell'artista, fra cui il "Nu couché", postdatato a ridosso della sua morte

"Modigliani sottopelle" svela uno degli ultimi "nudi"
00:00 00:00

da Torino

Nell'esistenza travagliata e forsennata di Amedeo Modigliani (1884-1920), una parabola di 35 anni appena, ogni anno conta. E quindi aver scoperto che il magnifico Nu couché della Pinacoteca Agnelli di Torino è stato con realizzato tra il '18 e il '19 e non tra il '17 e il '18 è una notizia. La ricerca è stata complessa: si è dovuto indagare sotto la pelle del dipinto e unire i puntini tra i (pochi) documenti, ché Modigliani, Dedo per gli amici della sua Livorno o Modì-maudit, il maledetto, per una certa trita mitologia, mai datava i suoi lavori. Una mostra alla Pinacoteca Agnelli cerca di fare chiarezza: Modigliani sottopelle. Quattro capolavori (fino al 13 settembre) presenta, per la cura attenta di Pietro Rigolo e Beatrice Zanelli, il Nu couché in dialogo con altri tre capolavori dell'artista: Reclining Female Nude on White Pillow, in prestito dalla Staatsgalerie di Stoccarda, il Ritratto di Gaston Modot e Maternité, dal Pompidou di Parigi.

Grazie a un algoritmo sviluppato da Don Johnson della Rice University di Houston, che analizza la trama e l'ordito delle tele (una combinazione che è quasi un dna con cui ogni rotolo è unico e identificabile), si è scoperto che il Nudo e la Maternità appartengono allo stesso rotolo di tela da cui provengono anche altri dipinti di certa datazione (il '19, l'anno prima della morte). È un dettaglio che rivela alcune cose importanti. La prima: Modì era seppur negli eccessi di una vita impregnata dall'abuso di alcol e di droghe e ammalorata dai problemi polmonari sufficientemente apprezzato da poter chiedere ai mecenati che lo sostenevano di avere tele nuove di zecca. Nel primo periodo, dicono Rigolo e Zanelli, usava quelle recuperate ai mercati delle pulci di Parigi, già usate: nessuna analisi scientifica avrebbe avuto senso. Nel suo ultimo scampolo di vita, lui che espose una sola volta (facendo scandalo proprio per i nudi giudicati eccessivi) ebbe almeno a disposizione il materiale giusto, per noi fortunatamente indagabile.

Postdatare il nudo di casa Agnelli acquistato da Giovanni e Marella dal noto gallerista e mercante d'arte Ernst Beyeler di Basilea e prima gioiello della prestigiosa collezione di Paul Guillaume dice anche altro. La tela, su cui è anche stata scovata, nascosta sotto l'olio di pittura, una seconda misteriosa firma a matita, è figlia di quel viaggio nel Sud della Francia che Modigliani fece tra il '18 e il '19 con l'amata Jeanne e la loro bimba, neonata. Un raro momento di quiete: tornati a Parigi, Modì si aggrava e muore e Jeanne, incinta del secondo figlio, si suicida il giorno successivo.

Il Mediterraneo ha schiarito la tavolozza, la resa dei conti con la scultura è compiuta: Modì si butta su una pittura plastica, figlia di un classicismo italiano che gli appartiene per nascita e della curiosità per l'arte africana che lo intriga a Parigi. Il Nu couché della Pinacoteca Agnelli è uno dei suoi ultimi nudi, ora possiamo dirlo.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica