Mogadiscio, attentatore fa strage a festa di laurea: 57 morti, uccisi 3 ministri

Attentato all'hotel Shamo di Mogadiscio: 57 vittime tra cui tre ministri. A Damasco salta in aria un bus con a bordo pellegrini iraniani provocando almeno 5 morti. Il governo siriano: "Non è terrorismo"

Mogadiscio, attentatore 
fa strage a festa di laurea: 
57 morti, uccisi 3 ministri
Mogadiscio - È salito a 57 morti, tra i quali tre ministri, il bilancio dell’attacco kamikaze sferrato questa mattina in un albergo di Mogadiscio, la capitale della Somalia. I feriti, stando all’agenzia di stampa "Xinhuàa"sono più di 200. "Abbiamo portato in ospedale oltre 200 persone ferite a causa dell’esplosione e il personale sanitario riferisce della morte di 57 persone", ha detto Ali Muse, responsabile del servizio di soccorso in ambulanza di Mogadiscio. Nell’attacco all’Hotel Shamo, nella zona meridionale di Mogadiscio, sono morti il ministro della Sanità, Qamar Aden, quello dell’Università, Ibrahim Hassan Addow, e quello dell’Istruzione, Mohamed Abdullahi Waayel . Il responsabile del dicastero per la Gioventù e lo sport, Olad Roble, invece, è rimasto "gravemente" ferito. Tra le vittime vi sono anche due giornalisti della Tv ’al-Arabiyà e di radio ’Shabellè. L’attacco, sferrato mentre nell’albergo erano in corso una riunione del governo somalo e una festa di laurea, non è stato rivendicato.

Giallo a Damasco Giallo a Damasco, nella capitale siriana è esploso un bus che trasportava pellegrini iraniani, nel quartiere periferico di Sayda Zeinab: almeno cinque i morti e numerosi feriti. La tv libanese al Manar, del movimento sciita filo-iraniano Hezbollah, afferma che "tra le vittime ci sono degli iraniani". L’intera area, nota per essere uno dei più importanti siti per il pellegrinaggio degli sciiti da tutto il mondo, è stata evacuata e isolata dalle forze di sicurezza. L’esplosione è coincisa con la visita ufficiale nella capitale siriana di Said Jalili, segretario generale del Supremo Consiglio iraniano per la sicurezza nazionale. Secondo la tv al Jazira, la conferenza stampa di Jalili prevista per stamani è stata cancellata appena si è diffusa la notizia dell’esplosione. L’alto rappresentante iraniano sarebbe ora a colloquio con il ministro degli esteri siriano Walid al Muallim. La Siria è il principale partner regionale della Repubblica islamica. I due Paesi sono legati da trent’anni da una solida alleanza politico-militare.



Il ministero dell'interno: "Non è terrorismo" Non è stato un attentato terroristico a far esplodere il bus, afferma il ministro degli interni siriani, Said Sammur, citato dalla tv di Stato: "Non si tratta di atto terroristico per quanto riguarda il bus iraniano a Sayda Zeinab". È la prima reazione ufficiale trasmessa dai media governativi.
 

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