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Molotov contro la caserma dei Carabinieri. Cinque minorenni finiscono nei guai

Lanciarono bottiglie incendiarie e diedero fuoco a un'auto

Molotov contro la caserma dei Carabinieri. Cinque minorenni finiscono nei guai
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Tre di Vaprio d'Adda e due di Fara Gera d'Adda, tutti tra i 15 e i 17 anni. Sono i cinque minorenni raggiunti da misure cautelari per quanto accaduto nella notte di Capodanno a Vaprio d'Adda. Secondo quanto ricostruito infatti dai Carabinieri, il gruppo in tutto otto ragazzi aveva preparato delle bottiglie molotov artigianali. E dopo aver riempito le bottiglie con benzina prelevata da un distributore di carburante della zona (nella foto presa dai filmati delle telecamere) hanno realizzato degli inneschi per farle incendiare. L'intenzione era chiara: lanciare gli ordigni contro la stazione dei Carabinieri locale e dare fuoco a un'automobile parcheggiata nelle vicinanze.

Poco dopo la mezzanotte hanno messo in atto il piano. Hanno scagliato le molotov verso la caserma. Le fiamme hanno lambito la struttura provocando danni lievi alla facciata e ad alcune parti esterne. Solo l'intervento immediato dei militari in servizio quella notte ha evitato conseguenze più gravi.

Nella stessa serata, tre dei minorenni hanno anche incendiato un'auto di un residente della zona. Prima di appiccare il fuoco hanno cosparso l'abitacolo di combustibile per essere certi che le fiamme divampassero rapidamente e provocassero danni consistenti.

Le indagini dei Carabinieri sono state lunghe e articolate. Sono durate diversi mesi e hanno coinvolto testimonianze di persone presenti nella zona, perquisizioni domiciliari, pedinamenti e analisi approfondita delle immagini di videosorveglianza pubbliche e private. Decisivi sono risultati anche i dati dei GPS contenuti nei cellulari dei ragazzi, che hanno permesso di ricostruire con precisione i loro spostamenti prima, durante e dopo i fatti.

Al termine dell'inchiesta il gip del Tribunale per i Minorenni di Milano ha disposto l'ordinanza di custodia cautelare per cinque di loro. Tre sono stati collocati agli arresti domiciliari, mentre due sono stati affidati a una comunità. I reati contestati sono fabbricazione, porto e utilizzo di ordigni incendiari oltre al danneggiamento aggravato da incendio.

Nell'ambito della stessa indagine è emersa la responsabilità anche di un altro minorenne, non raggiunto da misura cautelare, ma ritenuto responsabile di aver ferito un ragazzo con un coltello nella zona durante lo stesso periodo.

I cinque ragazzi ora dovranno rispondere del loro operato di fronte alla giustizia minorile.

L'inchiesta ha messo in luce una certa pianificazione: non si è trattato di un gesto impulsivo, ma di azioni coordinate che partivano dal reperimento del materiale fino alla scelta degli obiettivi. La vicenda ha riguardato esclusivamente la notte tra il 31 dicembre 2025 e il 1° gennaio 2026 e al momento non risultano collegamenti con altri episodi simili avvenuti di recente nella zona dell'Adda.

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