Scienze e Tecnologia

Mondiali, su internet è guerra alle «vuvu»

Le tv hanno provato di tutto per eliminare dalle telecronache dei Mondiali di calcio il suono dei corni dei tifosi sudafricani. Ora sui blog fioccano i suggerimenti tecnologici

Guerra alle «vuvu». Il mondo del calcio è in rivolta contro i rumorosissimi «corni» di plastica, suonati continuamente durante le partite dei Mondiali di Sudafrica 2010.
Messi da parte i tradizionali tappi alle orecchie e le suppliche di intervento respinte dalla Fifa, mezzo mondo sta disperatamente cercando soluzioni per zittire le vuvuzelas sudafricane. I più agguerriti sono i telespettatori che sul web si lasciano andare a commenti inferociti.
Ma c'è chi non si arrende e propone soluzioni, a volte anche stravaganti, per poter seguire 'in pacè le partite. Addirittura la Bbc ha provato a correre ai ripari, ed è pronta ad abbassare il volume, dopo la pioggia di proteste degli utenti: per eliminare il disturbo ha creato una squadra di tecnici apposita. A sostegno dei 'tormentatì dalle vuvu, come sono amichevolmente chiamate le vuvuzelas in Sudafrica, scende in campo la tecnologia. Sui blog c'è chi propone di filtrare con un software le frequenze che compongono il «suono del corno».
Su alcuni post ci si spinge oltre e si suggerisce di riprocessare l'audio attraverso un computer e bloccare la banda dei 233, 466, 932 1864 Hz. Stesso suggerimento per chi ha un televisore con equalizzatore o per chi ha un sistema 'home theatrè. «Ma non potrebbero farlo direttamente le tv?», domanda qualche internauta. In realtà, le televisioni hanno tentato di tutto per «silenziare» gli stadi sudafricani ma i risultati, almeno per ora, non sembrano essere soddisfacenti.
Tutte le emittenti comunque sono impegnate a trovare una soluzione. La citazione per la trovata più originale spetta alla tv di Stato belga: addio ai microfoni moderni, la soluzione - giurano - è il vecchio microfono che non trasmette i suoni ambientali.
In sintesi, contro le vuvu altro che tecnologia, nulla è il vecchio «gelato» con il cavo e magari anche due tappi alle orecchie. Mentre il mondo scientifico si interroga sulle vuvuzelas, il produttore di queste trombette, la Masicendane Sport, sta guadagnando milioni. Una soluzione però potrebbe arrivare proprio da questa azienda sudafricana che potrebbe lanciare un nuovo modello con 20 decibel in meno. Un'idea che potrebbe presagire la vendita su scala mondiale del temutissimo strumento. Ironia della sorte ora su internet si vendono anche le magliette 'anti-vuvuzelà: nulla di tecnologico semplicemente delle t-shirt su cui è stampato un divieto e l'immagine di una vuvuzela. I tifosi, insomma, per ora devono rassegnarsi o affidarsi ai consigli del web in attesa di novità.
Nel frattempo i maniaci del suono pulito possono rifugiarsi in locali 'vuvuzelas-freè, ovvero locali che filtrano il suono e che - a quanto scrivono alcuni internauti statunitensi - sembrano spopolare a New York. Le richieste dei telespettatori sul web si spingono anche oltre le vuvuzelas.

Non manca chi chiede, forse deluso dalla propria squadra, se oltre al suono del corno sia possibile filtrare anche altri «rumori come i commenti dei telecronisti».

Commenti