Le 7 mosse della Russia per vincere in Siria

Il prossimo 13 novembre il governo russo presenterà un piano per risolvere la crisi siriana, garantendo l'unità del Paese

Le 7 mosse della Russia per vincere in Siria

La Russia sa di giocare un ruolo fondamentale nello scacchiere mediorientale. Siria in primis. Per questo motivo il governo russo ha stilato un elenco di 7 punti per risolvere il caos siriano. Come riporta La Stampa, la Russia sottoporrà questo piano "a Occidente, Paesi arabi e Iran ai negoziati di Ginevra, previsti per il 13 novembre. Modellato sull’accordo di Taif del 1989, che pose fine alla guerra civile libanese, prevede che 'non vi siano né vinti né vincitori' e verte attorno all’uscita di scena di Bashar Assad 'dopo la formazione del nuovo governo'". Il piano proposto da Mosca rappresenta un'inversione di rotta rispetto alle strategie usate dall'Occidente negli ultimi 20 anni.

  1. L'opposizione siriana verrà catalogata in due modi: chi accetta di negoziare con Assad e chi, invece, continuerà la resistenza armata. Lo scorso ottobre, il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov, ha affermato che Mosca "è pronta ad interagire con le fazioni dell’opposizione armata, sia nel coordinare le azioni di lotta contro il terrorismo sul territorio siriano, sia coinvolgendole negli sforzi necessari a preparare le condizioni per un processo politico". Un'apertura volta a stabilizzare la Siria e a unire il maggior numero di forze nella lotta contro l'Isis e le varie fazioni legate ad Al Qaeda, Al Nusra in primis.
  2. Ci sarà un cessate il fuoco tra Assad e i ribelli che accetteranno di negoziare. Questo accordo, però, prevede anche, come riporta La Stampa, "una cessazione totale di invio di armi da parte degli 'sponsor' dell’opposizione siriana". Un chiaro monito all'America. Val la pena ricordare, infatti, che, non appena sono iniziati i raid russi in Siria, gli Usa hanno inviato 50 tonnellate di munizioni ai ribelli. Queste armi, però, molto spesso vengono paracadutate anche tra le file degli jihadisti, aumentando così il loro potenziale bellico.
  3. Tutte le forze siriane si dovranno sedere attorno ad un tavole per negoziare una trattativa capace di tenere conto delle necessità del Paese. Come riporta La Stampa, questi negoziati "porteranno ad un accordo su amnistia e rilascio di tutti i prigionieri. Si svolgeranno elezioni presidenziali e parlamentari anticipate per formare un governo di riconciliazione nazionale. La Costituzione siriana sarà modificata per trasferire i poteri dal presidente al primo ministro". Anche in questo caso, l'obiettivo fondamentale della Russia è quello di uno slittamento di poteri che risulti il più possibile indolore per il popolo siriano. Niente "ribaltoni", quindi.
  4. Che ruolo giocherà Assad nel futuro della Siria? Il governo russo ha annunciato, come riporta La Stampa, che il leader siriano "non parteciperà alle prossime elezioni ma potrà nominare qualcuno della sua famiglia o dei suoi collaboratori".
  5. I gruppi dell'opposizione siriana e le milizie filo-iraniane verranno integrate nell'esercito siriano. L'esercito svolgerà quindi un ruolo da collante per le varie fazioni siriane. L'obiettivo? Combattere il terrorismo.
  6. Putin e la Russia garantiranno l'amnistia a quei membri dei gruppi armati che rinunceranno a perseguitare Assad e la sua famiglia.
  7. Le forze militari russe rimarranno in Siria per garantire l'applicazione degli accordi raggiunti. Non una forza di occupazione, bensì un garante della pace e della stabilità della Siria in base agli accordi raggiunti dalla comunità internazionale.

La linea di Putin, anche in questo caso, è quella del rispetto del diritto internazionale. Del resto, lo stesso leader russo aveva affermato durante la 70esima Assemblea delle Nazioni Unite: "Naturalmente ogni assistenza a Stati sovrani può e deve essere offerta, non imposta, ed esclusivamente e solamente in ossequio alla Carta delle Nazioni Unite".

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