Aborto, Pompeo conferma linea dura di Trump contro le multinazionali

Il segretario di Stato ha detto che l'amministrazione Usa sta facendo il massimo per impedire che i dollari dei contribuenti siano utilizzati per favorire gli aborti all'estero

Aborto, Pompeo conferma linea dura di Trump contro le multinazionali

In merito all'aborto, negli Stati Uniti il Segretario di Stato Mike Pompeo ha confermato la linea pro-life dell'amministrazione guidata da Donald Trump.

Intervistato dalla Ewtn, per il programma "Pro-Life Weekly", Pompeo ha spiegato che l'amministrazione Trump sta facendo il massimo per impedire che i dollari dei contribuenti americani siano utilizzati come aiuti all'estero per finanziare organizzazioni multinazionali che praticano l'aborto in giro per il mondo. In particolare Pompeo ha detto che stanno cercando di chiudere le "scappatoie" che nel sistema attuale permettono certi tipi di finanziamento.

"Vogliamo fare tutto il possibile per assicurarci che non accada che le organizzazioni non governative abortiste eludano la politica", ha detto Pompeo. "Rafforzeremo la nostra politica per la vita per eliminare le scappatoie che certe organizzazioni riescono a trovare per offrire servizi legati all'aborto o ad essi correlati".

Pompeo ha spiegato che il presidente Trump ha chiarito che proteggere il non nato è "una parte importante di ciò su cui sta lavorando l'amministrazione", ribadendo che i "dollari dei contribuenti americani non saranno mai più usati per finanziare gli aborti".

Pompeo ha anche confutato le dichiarazioni di Leana Wen, presidente di Planned Parenthood, che aveva affermato che la politica di Trump censurerebbe i medici all'estero. "Conosciamo il Primo Emendamento. Non stiamo facendo nulla per negare a nessuno la possibilità di parlare su un argomento che considerano importante e anche se non sono d'accordo con le opinioni di questa amministrazione. Quello che stiamo semplicemente dicendo è che i soldi americani, la politica americana, cambieranno. Faremo del nostro meglio per assicurarci che i più deboli tra noi, i non ancora nati, non siano abortiti grazie ai dollari dei contribuenti americani".

La Wen aveva spiegato al New York Times che quest'anno grazie alla spinta dell'amministrazione Trump sono state presentati oltre 250 progetti di legge per vietare o limitare l'aborto, con un balzo del 63% circa rispetto all'anno scorso. "Sappiamo che questo è collegato alla nomina del giudice Brett Kavanaugh alla Corte Suprema", aveva ipotizzato la Wen.

L'impegno pro-life di Trump si è visto anche nelle modifiche del linguaggio che solitamente si applica in tema di aborto. Gli eufemismi pro-choice in Alabama hanno trovato un contraltare nell'Alabama bill 314, dove si paragona l'aborto legalizzato alle più grandi atrocità della storia, incluso l'Olocausto. In Tennessee il repubblicano Micah Van Huss ha associato l'aborto al concetto di "slaughter" (di macello, di massacro) e in Florida le donne incinte sono state definite da Jose Oliva (repubblicano membro della locale Camera dei rappresentanti) "corpi ospitanti" una nuova vita.

Alla domanda su cosa pensa Trump sulla protezione della vita all'estero, Pompeo ha risposto che questa è "una sua missione". Pompeo il mese scorso aveva dichiarato che l'amministrazione Trump applicherà pienamente l'Emendamento Siljander, una legge federale che vieta l'uso dei fondi dei contribuenti per esercitare pressioni a favore o contro l'aborto all'estero.

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