Accuse all'Esercito Usa: discriminazioni ai danni di immigrati

L’Esercito americano avrebbe estromesso dai propri ranghi diverse reclute di origine straniera. I figli di immigrati si erano arruolati con la speranza di ottenere la cittadinanza Usa

Accuse all'Esercito Usa: discriminazioni ai danni di immigrati

Accuse all’Esercito Usa sono state avanzate da una quarantina di ex reclute. Gli accusatori, figli di immigrati, si erano arruolati con la speranza di ottenere la cittadinanza americana. Essi sarebbero poi stati espulsi dai ranghi dell’istituzione per non meglio precisati “motivi di sicurezza nazionale”.

I soggetti che hanno fatto causa al Dipartimento della Difesa hanno denunciato le “pratiche discriminatorie” messe in atto dagli ufficiali delle Forze Armate. I giovani stranieri hanno intentato la causa in questione presso una Corte federale del Distretto di Washington. Costoro si erano tutti arruolati nel quadro del programma Military Accessions Vital to the National Interest (Mavni). Quest’ultimo, varato da George W. Bush nel 2002, mirava a incrementare il numero di riservisti attraverso l’arruolamento di immigrati. Aderendo a tale iniziativa, gli individui di origine straniera avrebbero ottenuto una significativa riduzione dell’iter burocratico previsto per la concessione della cittadinanza statunitense.

I 40 giovani che hanno fatto esplodere lo scandalo hanno descritto, nella memoria sottoposta al vaglio dei giudici, le discriminazioni perpetrate nei loro confronti dai vertici militari. Alcuni dei denuncianti hanno affermato di essere stati estromessi dall’esercito a causa della loro provenienza da Paesi islamici. Tale provenienza avrebbe determinato l’espulsione dai ranghi delle Forze Armate di diversi cittadini iraniani e pachistani per “motivi di sicurezza nazionale”. Secondo le presunte vittime di discriminazione, i vertici del Pentagono avrebbero considerato come estremamente pericolosa la presenza nelle unità militari di soggetti provenienti da nazioni “nemiche” degli Stati Uniti. Tuttavia, non tutte le ex reclute che hanno lanciato accuse all’Esercito Usa sono cittadini di Paesi islamici. Uno dei primi a rivelare ai media le disfunzioni del Mavni è stato, infatti, Lucas Calixto, immigrato brasiliano. Tra gli ex riservisti che hanno intentato la causa vi sono anche Messicani e Salvadoregni.

Le accuse all’Esercito Usa, per il momento, non sono state oggetto di alcuna dichiarazione ufficiale da parte di esponenti dell’Amministrazione Trump. Margaret Stock, colonnello in pensione tra gli ideatori del programma Mavni, ha invece dichiarato che le denunce presentate dalle 40 ex reclute sarebbero solo la “punta dell’iceberg”. La Stock ha precisato di essere stata “inondata”, negli ultimi dieci anni, da segnalazioni inerenti a trattamenti discriminatori ai danni di riservisti di origine straniera. Gli appelli dell’ex colonnello non si sarebbero tradotti in alcun provvedimento disciplinare da parte dei vertici militari nei confronti dei responsabili di tali discriminazioni etniche.

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