Anche il football adesso protesta contro Trump

L'iniziativa dei giocatori della Nfl contro le violenze razziali si trasforma in protesta anti-Trump. Mike Evans si inginocchia durante l'inno: "L'America così non è un Paese giusto"

Anche il football adesso protesta contro Trump

Tutte le proteste portano a Donald Trump. Era iniziata come gesto di solidarietà e denuncia contro le violenze in strada subite dagli afroamericani, ora inginocchiarsi (o alzare il pugno chiuso) all’inno nazionale prima delle partite di football diventa un gesto anti-Trump.

L’ultimo giocatore a protestare è stato Mike Evans, atleta 23enne che gioca nei Tampa Bay Buccaneers. Mentre suonavano le note di Stars and Stripes, s’è inginocchiato come, dall’inizio della stagione, stanno facendo numerosi atleti afroamericani. Ma chi pensava che si trattasse di un gesto di solidarietà contro le uccisioni e agli abusi denunciati della comunità di colore si è sbagliato di grosso. Evans, infatti, ci ha tenuto a sottolineare che la sua è stata una protesta diretta al presidente eletto degli Stati Uniti d’America, il magnate Donald Trump.

Come scrive Usa Today, dopo l’incontro Evans ha spiegato ai giornalisti che: “Oggi l’America non è più giusta. Quando s’è candidato Trump ho pensato a uno scherzo, a una boutade. Io di politica non capisco granché ma so di avere un po’ di buon senso. E so comprendere quando una cosa non va per il verso giusto. Questa protesta continuerà fino a che Donald Trump sarà presidente eletto”.

Anche Evans ha tenuto a sottolineare che il non alzarsi in piedi durante l’inno nazionale non è fatto che debba offendere i veterani: “Con loro ho un debito inestinguibile, come tutti gli americani”.

Tutto è iniziato a settembre, con l’inizio della nuova stagione della National Football League americana. Il primo ad accosciarsi e a negare il tributo all’inno nazionale suonato prima delle partite è stato Colin Kaepernick, dei San Francisco 49ers. Che voleva riportare l’attenzione sulle “ingiustizie razziali” e le “brutali violenze” subite da donne e uomini di colore durante gli ultimi anni che hanno esasperato la comunità afroamericana. Fino a domenica, nessun giocatore dei Buccaneers s'era unito alla protesta.

Ora, con Evans, la protesta si è “evoluta” mettendo nel mirino il presidente eletto Trump mentre per le strade degli Stati Uniti continuano le manifestazioni e i cortei.

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