Torture, stupri, distruzione: tutte le violazioni dell’esercito dello Zar

Sono molteplici le violazioni dei russi alle regole internazionali su conflitti e guerre: dall'omicidio degli innocenti all'attacco ai civili, dalla distruzione di insediamenti agli stupri, ecco le malefatte degli uomini di Putin

Torture, stupri, distruzione: tutte le violazioni dell’esercito di Putin

Quanto accade in Ucraina dal 24 febbraio non solo non ha giustificazioni logiche, ma vede delle costanti e palesi violazioni alle regole più basilari infrante da parte dei soldati russi di Putin che dopo aver deciso di entrare, senza permesso, in un altro Paese, se ne infischiano dei trattati internazionali stipulati anni or sono. "Anche la guerra ha le sue regole", è il titolo scritto a caratteri cubitali dall'archivio di Kiev che conserva quotidianamente documenti, immagini, storie, delle atrocità commesse dall'esercito russo. "La Federazione Russa e tutti i criminali di guerra che ha inviato in Ucraina si assumeranno la più grave responsabilità per il male che hanno commesso", si legge sul documento.

Quali sono le regole di guerra

"Molti decenni fa, la comunità internazionale ha deciso di fermare le morti su larga scala di civili durante guerre e conflitti armati. Furono così create le regole di guerra, che proibivano l'uccisione di civili, l'inflizione di danni e torture ai prigionieri e il lancio di armi letali negli insediamenti non protetti", riporta il mega archivio di Kiev. Nonostante il fatto che le regole di guerra siano stabilite in trattati internazionali come le Convenzioni di Ginevra, lo Statuto di Roma e altre leggi e accordi internazionali, molti dei quali la Russia è firmataria, "queste regole vengono ora cinicamente e senza scrupoli violate da migliaia di soldati russi inviati in Ucraina dal loro dittatore, Putin. Bombardare. Distruggere. Per comettere omicidio di massa".

L'omicidio di innocenti

"Le persone che non prendono parte attiva alle ostilità devono essere trattate in ogni circostanza con umanità", recita l'Art 3. P.1. delle Convenzione di Ginevra del 12 agosto 1949. Ebbene, sull'archivio ucraino questa sezione è dedicata alle persone innocenti che la Russia ha brutalmente ucciso durante la sua guerra contro l'Ucraina. "Queste persone non avevano uniformi militari né armi e non svolgevano alcun lavoro militare - si legge - Queste sono persone normali, proprio come te e la tua famiglia. Molti di loro sono bambini. E sono stati assassinati". Accanto, un esempio di violazione russo della Convenzione con la storia raccontata da Olga, amica di Marina Met, uccisa a Irpin. "Ha chiamato un taxi, ha fatto le valigie e lei e suo figlio Vanja sono usciti di casa. In quel momento, un carro armato russo ha sparato contro di loro. Furono sepolti proprio nel cortile del complesso di appartamenti. Non c'era altra via d'uscita". Questa è solamente una delle tante storie messa in risalto dal sito, all'interno del quale c'è la sezione dedicata all'omicidio di innocenti.

Attaccare civili o oggetti civili

"Gli oggetti civili non devono essere oggetto di attacco o di rappresaglia. Gli attacchi devono essere strettamente limitati a obiettivi militari", recita l'Art.52 del Protocollo I aggiuntivo alle Convenzioni di Ginevra dell'8 giugno 1977. Questa sezione si concentra sui selvaggi attacchi della Russia contro edifici e infrastrutture civili. "Qual è l'obiettivo della Russia in questa guerra? Case familiari tranquille. Ospedali dove le persone stanno già combattendo per la propria vita. Asili, scuole e persino rifugi antiaerei. Stanno cercando di distruggere l'ultima speranza di sopravvivenza delle persone, proprio ora mentre stai leggendo questo", scrive Kiev. Accanto, come prima, un'altra storia raccapricciante di un testimone oculare della distruzione di Chernihiv: "La gente ha iniziato ad accendere fuochi all'ingresso del seminterrato per cucinare il cibo. La prima legna da ardere sono state le cornici dei balconi, che erano state rotte dai proiettili".

Distruzione sfrenata di insediamenti

"... la distruzione sconsiderata di città, paesi o villaggi, o la devastazione non giustificata da necessità militari è un crimine di guerra", recita il Principio VI(b) dei Principi di Norimberga del 1950. "Stavamo guidando per la città e i cadaveri erano in giro. Donne, uomini, bambini. Abbiamo cercato di distrarre i nostri bambini in macchina in modo che non guardassero lì. È orribile", scrive Mykola, che è riuscito a fuggire da Mariupol.

Ostaggi e torture

“A ciascuno di loro è vietato prendere qualsiasi misura di carattere tale da causare la sofferenza fisica... delle persone protette nelle loro mani. Questo divieto si applica non solo alla... tortura... ma anche a qualsiasi altra misura di brutalità applicata da agenti civili o militari": è un pezzo del capitolo "La presa di ostaggi è vietata", dell'Art. 32, 34 P.1. IV della Convenzione di Ginevra. Ihor, un civile sopravvissuto alla prigionia russa, ha raccontato di essere stato catturato e portato via. "I russi mi hanno picchiato per circa un'ora. Mi hanno rotto le mascelle. Mi hanno sbattito la testa 10 volte. Hanno cercato di tagliarmi il dito, poi me lo hanno rotto". Sono tante, troppe, le immagini dell'archivio che riguardano il Massacro di Bucha, con i civili morti trovati con le mani legate e tracce di torture e trattamenti disumani.

Deportazione illegale

“I trasferimenti forzati individuali o di massa, nonché le deportazioni di persone protette dal territorio occupato nel territorio della Potenza occupante o in quello di qualsiasi altro Paese, occupato o meno, sono vietati, indipendentemente dal motivo”, recita la Convenzione di Ginvera. Anche in questo caso, i russi di Putin se ne sono infischiati delle regole: Iryna, una rifugiata di Mariupol, intervistata dalla Bbc, ha affermato che alcune persone anziane di sua conoscenza e che ha icontrato al punto di distribuzione non sapevano né dove stessero andando e nemmeno il perché. "Pensavano di poter rimanere a Rostov per un paio di mesi e magari tornare a Mariupol. Invece i russi li hanno portati a Samara. Non sapevano cosa fare lì e l'alloggio è stato fornito solo per due settimane".

Attacco contro religione e cultura

"Il danno ai beni culturali appartenenti a qualsiasi popolo significa danno al patrimonio culturale di tutta l'umanità, poiché ogni persona apporta il suo contributo alla cultura del mondo", recita l'Introduzione alla Convenzione dell'Aia per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato del 14 maggio 1954. In realtà, però, i russi stanno distruggendo i musei, le gallerie e le chiese dell'Ucraina "per spazzare via la nazione ucraina e la sua cultura". Monsignor Evstratiy Zorya, intervistato da Radio Liberty, ha affermato che è diventato noto come alcuni occupanti che hanno sparato posizioni nei templi o direttamente vicino ai templi nei territori occupati. "Questo mostra la loro assoluta immoralità e indifferenza per la chiesa, per la religione in quanto tale".

Stupri

"Le donne devono essere particolarmente protette contro qualsiasi attacco al loro onore, in particolare contro lo stupro, la prostituzione forzata o qualsiasi forma di aggressione indecente", recita l'Art. 3. P.1. IV della Convenzione di Ginevra. Purtroppo, però, ogni giorno emergono sempre più prove da donne che sono fuggite o sono state liberate dai territori occupati e hanno raccontato come gli occupanti russi le abbiano violentate. "I soldati russi hanno violentato queste donne di notte. Durante il giorno. Davanti ai loro figli. Dopo che i russi avevano assassinato i mariti delle donne. L'aberrante crudeltà di questi crimini non può restare impunita".

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