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Arabia saudita, morto re Abdullah

Considerato un riformatore, il re si è spento a 91 anni. Gli succede il fratellastro, Salman bin Abdulaziz

Arabia saudita, morto re Abdullah

A novantuno anni è morto Abdullah bin Abdulaziz, re dell’Arabia Saudita. Il nuovo sovrano, "custode delle due sante moschee" di Mecca e Medina, è l’erede designato, il fratellastro, il principe Salman bin Abdulaziz, 78 anni, scelto come successore al trono dallo stesso Abdullah.

Abdullah verrà ricordato come il sovrano che ha promosso i valori ultraconservatori dell’Islam, ma anche come quello che ha lanciato, all'estero, iniziative per il dialogo interreligioso. Nell’ultima fase del suo regno aveva anche fatto qualche timida apertura per le donne, molto limitate nella loro vita a causa di una rigidissima interpretazione dell’islam. Nel 2009 nominò una donna viceministro e cercò di ampliare l'istruzione femminile. Le donne hanno tuttora fortissime limitazioni (ad esempio non possono guidare). Per oltre tre decenni Abdullah è stato uno degli uomini più influenti degli stati del Golfo: alleato cruciale degli Stati Uniti, dopo l'11 settembre 2001 guidò l’alleanza in una fase molto critica. Quindici dei 19 dirottatori-kamikaze, infatti, erano sauditi e molti indicarono nell’ideologia di al Qaeda le radici dell’interpretazione wahabita saudita dell’Islam.

Da piccolo ricevette la tradizionale educazione islamica e trascorso un lungo periodo con le tribù beduine nomadi perché, come auspicato dal padre, diventasse forte nel fisico e nello spirito. Abdullah era sovrano dal 3 agosto 2005, quando salì sul trono dopo la morte di Fahd. Già dieci anni prima, nel 1995, di fatto era reggente dopo che Fahd era stato dichiarato temporaneamente invalido. Senza mai tradire l’alleanza con gli Stati Uniti, in più di un’occasione Abdullah prese le distanze da Washington. Nel 1998 respinse la richiesta di Washington di usare le basi saudite per i raid contro l’Iraq. Al vertice arabo di Beirut, nel 2002, lanciò un'iniziativa di pace per il Medio Oriente ("Piano Abdulla"), che prendeva le distanze dalle posizioni Usa e prevedeva il riconoscimento arabo dello Stato ebraico in cambio della creazione di uno Stato palestinese, formato dalla Striscia di Gaza e dalla Cisgiordania, con Gerusalemme est capitale.

Il sovrano, che lascia le quattro mogli da cui avuto sette figli maschi e 15 femmine, è stato anche il primo re saudita a fare visita al Papa durante lo storico incontro con Benedetto XVI avvenuto a Roma nel novembre 2007. Ecco una breve sintesi delle sue riforme più importanti: alle donne è stato riconosciuto il voto alle elezioni municipali e sono state ammesse alla "Shura", il parlamento consultivo (non elettivo). Un'altra importante riforma è stata quella di sottrarre al clero (wahabita) il controllo dell'istruzione. E la concessione di qualche libertà su internet: sono quasi tre milioni i saudiri che possono navigare sul web, su una popolazione di 18 milioni (più altri 8 di lavoratori stranieri). Sul web viene "tollerata" anche una la critica (sorprendentemente anche contro la casa reale) ma non mancano i clamorosi casi di repressione del pensiero, come la severa condanna inflitt al blogger Raif Badawi, punito con 10 anni di carcere e mille frustate per aver offeso l'islam.

Salman bin Abdulaziz al Saud, il nuovo re, in un discorso tv dice di voler continuare a perseguire le "corrette politiche" che l’Arabia Saudita "ha condotto fin dalla sua fondazione". Politicamente Salman è considerato un riformista moderato alla stregua del suo predecessore.


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