È assedio a Severodonetsk. "Impossibile salvare i civili"

Sotto tiro dell'armata rossa c'è la città chiave per la conquista del Lugansk, ma secondo l'intelligence l'avanzata resta lenta

È assedio a Severodonetsk. "Impossibile salvare i civili"

La battaglia infuria nel Donbass, ma il fronte è in fiamme su tutta la prima linea dell'Ucraina orientale da Kharkiv nel Nord Est a Mikolayv, nel Sud, vicino ad Odessa. Lo scontro decisivo, con un fitto bombardamento di artiglieria, sta travolgendo Severodonetsk, la cittadina chiave per la conquista da parte russa della regione di Lugansk. Non solo la caduta di questo caposaldo aprirebbe la strada, su una direttrice diretta verso le roccaforti di Sloviansk e Kramatorsk, obiettivo finale dell'offensiva russa. La campagna militare russa è entrata «nella sua fase più attiva» secondo il portavoce del ministero della Difesa ucraino, Oleksandr Motuzyanyk.

Il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, al World Economic Forum di Davos, in Svizzera, ha dichiarato che «l'offensiva nel Donbass si sta sviluppando lentamente. Non sto predicendo il risultato della guerra, questo non può farlo nessuno, ma è chiaro che la Russia non ha raggiunto i suoi obiettivi. Doveva essere un'operazione militare breve. È una guerra lunga e costosa» per Mosca. Sembra quasi rispondergli a distanza il ministro della Difesa russo, Serghei Shoigu: «Le nostre forze hanno deliberatamente rallentato l'offensiva per evitare vittime fra i civili».

A parte la propaganda, le cannonate si abbattono sulle città contese da tutti e due i lati della barricata. Le forze russe stanno bombardando il centro di Severodonetsk «in modo caotico e ininterrotto» ha denunciato il governatore della regione, Sergey Haidai. «I russi hanno concentrato quasi tutte le forze, circa 25 gruppi di battaglioni tattici per conquistare la città» secondo il governatore con la barba sempre più grigia. La conferma del pericolo arriva dal ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba: «L'offensiva russa in Donbass è una battaglia spietata, la più grande sul suolo europeo dalla Seconda guerra mondiale. Invito i partner a velocizzare le consegna di armi e munizioni, specialmente (i lanciarazzi multipli) Mlrs, l'artiglieria a lungo raggio e i veicoli blindati per il trasporto del personale militare».

Le granate russe hanno colpito l'impresa Azot dove ci sono diversi rifugi e alcuni grattacieli uccidendo almeno 5 civili. «È molto difficile evacuare la popolazione» ha ammesso Haidai. A Severodonetsk c'è anche un bunker antiatomico dei tempi sovietici che ospita 250 persone costrette a vivere 40 metri sotto terra da due mesi.
La cittadina è strategica, ma non sarà facile per i russi conquistarla e avanzare. Sulla collina di fronte c'è Lysychansk di uguale grandezza, in una posizione maggiormente difendibile. Il ponte che le collega è già stato fatto saltare dagli ucraini e i russi dovranno avanzare verso l'alto sotto il tiro delle truppe che difendono il Donbass.

L'altra direttrice del tentativo russo di chiudere in una sacca gran parte delle forze ucraine nella regione contesa sta investendo Lyman, nella zona di Donetsk. Il sindaco Oleksandr Zhuravlyov, ammette che è impossibile evacuare i civili. «Attualmente la situazione è molto difficile, ci sono pesanti bombardamenti - spiega - Tante case e vie di comunicazioni sono state distrutte». Anche attorno a Kharkiv, seconda città del Paese, si continua a combattere a Merefa, Derhachi, nel distretto di Izyum e di Lozova,
All'estremo sud della linea del fronte nella martoriata Mykolaiv, gemellata con Trieste, le truppe ucraine cercano di avanzare verso Kherson, ma hanno trovato «diverse automobili civili con corpi di persone mutilate e colpite da arma da fuoco» che cercando di fuggire sono finite o costrette a percorrere strade minate.
I russi dopo gli attacchi dal cielo e dal mare ucraini stanno rafforzando le difese sull'isola dei Serpenti inviando anche le moderne batterie anti aeree S-400. Le forze che occupano l'isolotto controllano di fatto le rotte marittime nel Mar Nero nordoccidentale.

L'esercito russo si prepara a riprendere l'offensiva anche nell'area da Vasylivka a Zaporizhzhia e nella città martire di Mariupol è stata fatta una macabra scoperta. Circa 200 cadaveri in avanzato stato di decomposizione sono saltati fuori dalle macerie di un grattacielo nei pressi della via Prospettiva della pace. «I corpi sono stati lasciati al loro posto - ha scritto su Telegram il consigliere del sindaco della devastata città portuale, Petro Andriushchenko - Il fetore si sente quasi in tutto il quartiere».
Nei primi tre mesi di guerra l'Ufficio dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani aggiorna il numero di vittime civili: 3.942 morti e 4.591 feriti dall'inizio dell'invasione russa. Fra questi 260 bambini, le vittime più innocenti, ma come dimostrano i 200 cadaveri scoperti a Mariupol il bilancio della morte potrebbe essere ben più alto, nascosto e terribile.

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