Guerra in Ucraina

"Resistere 48 ore": gli irriducibili dell'Azovstal sfidano Putin

Combattenti del battaglione Azov pronti alla resa dei conti, Putin chiede la resa. Secondo l'intelligence militare britannica, Mosca vuole la vittoria entro lunedì

"Resistere 48 ore": gli irriducibili dell'Azovstal sfidano Putin

Col passare delle ore si avvicina sempre di più la resa dei conti all'acciaieria Azovstal, dove restano asserragliati i soldati delle milizie Azov insieme ad alcuni civili. Proprio per via della presenza di persone comuni, il presidente russo Vladimir Putin ha accettato di garantire un salvacondotto per i cittadini, così che possano mettersi in salvo, ma ha chiesto la resa dei militari ancora presenti sul posto. Militari che hanno promesso di resistere per almeno altre 48 ore.

Il prossimo lunedì sarà il 9 di maggio, una data importante per la Russia, dal momento che ricorre il Giorno della Vittoria, in cui viene festeggiata la capitolazione della Germania nazista durante la seconda guerra mondiale. Stando ad alcune voci, il capo del Cremlino avrebbe voluto completare la presa di Mariupol entro quella data, ma non è detto che ciò avvenga, perché i soldati del Battaglione Azov stanno opponendo resistenza.

Intanto l'intelligence militare britannica fa sapere che l'assalto all'acciaieria prosegue. La prosecuzione degli scontri avrebbe però avuto un costo per la Russia dal punto di vista del personale militare, dell'equipaggiamento e delle munizioni. "Mentre alla Azovstal prosegue la resistenza ucraina, le perdite russe continuano ad aumentare e a frustrare i piani operativi nel Donbass meridionale", dichiarano le sopra citate fonti britanniche, come riportato da La Stampa.

I russi avevano annunciato un cessate il fuoco di tre giorni, partendo da giovedì, ma secondo il tenente colonnello Denis Prokopenko, comandante del Battaglione Azov, i combattimenti starebbero proseguendo. Per Mosca i corridoi sicuri per i civili sono garantiti, mentre gli Azov accusano l'esercito russo di non aver mantenuto la promessa.

Anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si scaglia contro la Russia, definendo la situazione all'acciaieria Azovstal come "un inferno" e parlando addirittura di "tortura". Di certo sappiamo solo che la situazione nella zona è molto tesa e le accuse si susseguono. Nelle ultime ore sono arrivate le dichiarazioni di alcuni combattenti Azov che hanno denunciato una sparatoria da parte dell'esercito russo contro "un'auto che stava trasportando dei civili per evacuarli dalla fabbrica". Sempre secondo i militanti, l'azione avrebbe provocato la morte di un soldato e il ferimento di 6 militari.

Attualmente, asserragliati nello stabilimento insiemi agli Azov si trovano i marine di Kiev e alcuni soldati di provenienza internazionale. Oltre a loro, anche 200 civili, fra cui 11 bambini. Al momento, tramite la coordinazione di Onu e Croce Rossa, sarebbero state evacuate circa 50 persone. I prossimi giorni saranno decisivi, e dalla parte ucraina si temono inasprimenti dello scontro proprio con l'avvicinarsi della data del 9 maggio.

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