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Cina, blacklist per i turisti incivili

Le autorità turistiche di Pechino hanno affermato di considerare la creazione di una blacklist per turisti "incivili"

Cina, blacklist per i turisti incivili

Le autorità turistiche di Pechino hanno affermato di considerare la creazione di una blacklist per turisti "incivili" per limitare i comportamenti errati dei visitatori alla città cinese.

Secondo i media ufficiali, il centro amministrativo municipale dei parchi di Pechino ha dichiarato che durante questi tre giorni di festività, conosciuti come il Qingming Festival, vi è stato un elevato aumento del numero dei turisti che hanno manifestato comportamenti incivili come l'arrampicarsi sugli alberi di pesco, il raccogliere fiori, il danneggiare piante, il pescare nei laghi dei parchi e la vendita illegale di oggetti all'interno dei parchi stessi.

La creazione di una lista nera impedirebbe la reiterazione di atti incivili da parte dei visitatori; verrebbe creato un sistema di riconoscimento facciale ed utilizzati ulteriori sistemi tecnologici di sorveglianza per impedire successivamente agli "incivili" l'ingresso. Durante il Qingming Festival di questo anno, vi è stato un aumento di presenze rispetto all'anno precedente del 10.9% e solamente Pechino ha avuto nei suoi parchi la presenza di oltre 700mila visitatori. Già nel 2016 l'amministrazione del turismo nazionale cinese aveva iscritto numerose persone nella lista nera dopo ripetuti comportamenti incivili e ne aveva limitato la loro possibilità di viaggiare. Gli individui i cui nomi compaiono sulla blacklist potrebbero vedersi negati l'accesso ad aerei e treni fino a 12 mesi.

Queste blacklist sono state viste come preambolo alla creazione di un sistema di crediti sociali che verrebbe usato per monitorare un ampio numero di comportamenti.

Alle persone con un basso numero di crediti potrebbe essere vietato di viaggiare, di richiedere prestiti oppure di fare domanda per alcuni posti di lavoro.

L'Osservatorio per i Diritti umani ha descritto tale sistema come distopico e manifestato il timore che possa avere numerosi effetti sulla privacy individuale.

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