Brasile, l'inchiesta choc sull'omosessualità nei seminari

Omosessualità e Chiesa: spunta un'indagine condotta in Brasile. Gli intervistati dicono che il 90% dei seminaristi è gay

Brasile, l'inchiesta choc sull'omosessualità nei seminari

Solo un decimo di coloro che frequentano i seminari in Brasile non ha tendenze omosessuali.

Questa, tra le versioni raccontate dagli intervistati di un'inchiesta, che riguarda solo la nazione sudamericana, su omosessualità e Chiesa cattolica, rischia di essere quella più choccante. Di "omosessualismo" in relazione agli ambienti ecclesiastici si parla da tempo. I tradizionalisti, quando hanno scoperto che il summit sugli abusi ai danni dei minori e degli adulti vulnerabili non avrebbe affrontato la questione della presunta diffusione di quella che ritengono essere una vera e propria ideologia, hanno definito quell'incontro un fallimento.

Perché per loro, per il "fronte tradizionale", sembra esistere una correlazione tra le tendenze sessuali e quello che è emerso, di negativo, in questi anni. Per papa Francesco e per le alte gerarchie vaticane - lo sappiamo - il problema maggiore è il clericalismo. Un'ampia analisi dell'indagine è stata pubblicata dal vaticanista Sandro Magister sul suo blog de L'Espresso. I dati seguono il primo prospetto presentato: "...in realtà - si legge pure sulla fonte citata - il 90 per cento dei seminaristi oggi è omosessuale". In Brasile, nel futuro imminente, l'argomento "cattolicesimo" sarà sempre più centrale. In ottobre si terrà il Sinodo sull'Amazzonia, dove anche il concetto di "sacerdote" per come lo abbiamo conosciuto potrebbe subire modifiche. Il cardinale Hummes, in un'intervista rilasciata a La Civiltà Cattolica, ha parlato di "resistenze". Un vescovo progressista, mons. Overbek, ha scritto che dopo quell'appuntamento sinodale "nulla sarà più come prima". "C'è aria di rivoluzione," per dirla con Franco Battiato. E di inchieste su come vanno le cose in Brasile - ne siamo sicuri - ne leggeremo parecchie.

Quella di Elismar Alves dos Santos e Pedrinho Arcides Guareschi, che sono gli autori di questa in oggetto, sembrerebbe segnalare, stando ai racconti di chi è stato interpellato, come l'omosessualità sia percepita nei seminari brasiliani alla stregua di una prassi precostituita.

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