"Un bunker a prova di atomica". Ecco dove si rifugia Zelensky

Il presidente ucraino vivrebbe in un bunker segreto preparato in epoca sovietica, circordato da un rigido cordone di sicurezza. "Nemmeno l'impatto delle munizioni nucleari può colpire le persone lì dentro"

"Un bunker a prova di atomica". Ecco dove si rifugia Zelensky

Da oltre quaranta giorni vive come un fantasma. Eppure, è presente più che mai. Volodymyr Zelensky appare e scompare, si mostra al mondo e alza la voce per l'Ucraina, senza però svelare dove si trovi davvero. Troppo rischioso farlo: nelle ultime settimane sarebbero stati sventati almeno tre tentativi di omicidio nei suoi confronti da parte degli uomini di Putin. Così, il presidente ucraino lavora e agisce da sorvegliato speciale, protetto da un serrato sistema di sicurezza e dalle impenetrabili mura di un rifugio segreto dove trascorrerebbe la maggior parte del tempo. Un luogo a prova di bomba - nel vero senso della parola - situato probabilmente a Kiev e avvolto da un alone di mistero.

Secondo quanto trapela dalla stampa ucraina, ormai Zelensky frequenterebbe di rado gli uffici del palazzo presidenziale. L'ex comico diventato capo di Stato avrebbe infatti stabilito il proprio quartier generale in un bunker segreto a Kiev, costruito in epoca sovietica e progettato per resistere anche alle conseguenze di una guerra nucleare. Il presidente, dunque, non si sarebbe spostato dalla capitale ucraina né tantomeno sarebbe fuggito all'estero, come invece in un primo momento avevano insinuato i russi. "Io resto qui...", aveva assicurato lui stesso in uno degli ormai noti video-selfie, mostrandosi con alcuni collaboratori all'esterno degli edifici istituzionali.

Con l'inasprirsi del conflitto, tuttavia, Zelensky ha ridotto drasticamente le sue apparizioni "in esterna", preferendo invece comunicare con il suo popolo e con il mondo da un luogo blindato. Il bunker segreto dove attualmente si trova il presidente "è un completamente protetto, preparato in epoca sovietica per la leadership politica e militare dello Stato contro un attacco nucleare": lo ha spiegato l'ex premier ucraino Mykola Azarov, tra i pochi ad aver avuto accesso a quel luogo di massima sicurezza. "Neanche l'impatto diretto delle munizioni nucleari può colpire le persone nel rifugio", ha precisato il politico. Ad ogni modo, non è nota l'esatta ubicazione del suddetto rifugio, che si ipotizza possa trovarsi poco distante dal palazzo presidenziale.

Da lì Zelensky coordina le operazioni militari, riceve le telefonate dei leader internazionali e i dispacci delle forze d'intelligence. Accanto a sé, il presidente ha una stretta cerchia di collaboratori, tra cui il vice capo dell'ufficio presidenziale Kyrylo Tymoshenko e il ministro delle Infrastrutture Oleksandr Kubrakov. Per i contatti con gli interlocutori stranieri, Zelensky si affida invece al capo dell'ufficio presidenziale Andriy Yermak e al ministro degli esteri Dmytro Kuleba, intervenuto proprio nelle scorse ora al Consiglio atlantico. Ai tavoli decisionali hanno inoltre accesso il ministro della Difesa Oleksiy Reznikov, il segretario del Consiglio di sicurezza e difesa Oleksiy Danilov e il comandante in capo delle forze armate Valery Zaluzhny. Oltre, chiaramente, al primo ministro Denis Shmygal.

Il tutto avviene seguendo rigidi protocolli di sicurezza e secondo tempistiche accordate precedentemente con gli uomini armati fino ai denti che seguono il presidente come un'ombra.

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