Il calcio, l'Italia e il tiramisù

"E' incredibile quanto sia stata importante la Serie A in certi momenti della mia vita". I ricordi di Zhu Xiaoyu, conduttore e commentatore sportivo della CCTV

Il mio legame con l’Italia e la cultura italiana è nato da uno strano miscuglio di circostanze, ma a pensarci bene sembra quasi che fosse predestinato. Da bambino mi piaceva guardare i film che raccontavano storie di gladiatori, come ad esempio Ben-Hur, e avevo un sogno giovanile legato al coraggio degli antichi soldati e dei gladiatori romani, che mi aveva messo nel cuore il desiderio di andarmene in Italia. Non mi è chiaro se sia stato amore per la cultura appenninica, o forse solo il germoglio di quei sogni eroici che ogni ragazzo ha. A quel tempo internet non era la normalità e la mia conoscenza della vera Italia è iniziata guardando le dirette della Serie A italiana trasmesse dalla CCTV.

Con l’inizio della scuola media, molti eventi sportivi hanno fatto il loro ingresso nel mio mondo personale e con la professionalizzazione del calcio in Cina, quest’ultimo e la pallacanestro sono diventati l’argomento comune del lunedì per tutti gli studenti maschi della scuola. La Serie A è stata la prima lega calcistica europea ad essere introdotta in Cina e ha naturalmente subito attirato la maggior parte degli appassionati cinesi di sport. Nel corso delle gare il telecronista di allora, Zhang Huide, illustrava la cultura e la lingua italiana, divulgando tramite il calcio le prime nozioni di base sull’italia. Roma, Milano, Torino, Firenze…questi nomi erano per me eleganti e misteriosi e hanno suscitato in me le prime nebulose immagini di queste città. Quando successivamente ho avuto l’occasione di visitare l’Italia, sia per lavoro che in vacanza, ho potuto sperimentare personalmente il fascino di queste città un tempo per me irraggiungibili e avvolte nel mistero. Sebbene alle medie fossi più appassionato della Serie A, quando sono arrivate in Cina oltre alle migliori squadre italiane anche le massime squadre mondiali, due diverse culture si sono integrate grazie al calcio e da questa armoniosa e contrastante integrazione sono nate ancora più emozioni.

Anche entrare alla facoltà di lingua italiana della Beijing Foreign Studies University (BFSU) è stato casuale; alle superiori avevo studiato scienze, ma mi piacevano anche le lingue straniere, per cui quando ho compilato il modulo per l’ammissione all’università ai primi 3 posti ho scelto facoltà scientifiche di università generaliste, mentre per il campo delle ammissioni anticipate ho
scelto “lingue minori” alla BFSU. Allora i candidati di altre province che facevano domanda per questa università, dopo aver superato l’esame di ammissione anticipata potevano non sostenere il Gaokao (esame di ammissione all’università,
molto duro e selettivo, ndr), mentre i candidati di Beijing dovevano sostenerlo comunque, anche dopo aver sostenuto il colloquio preliminare o l’esame orale. Durante l’interrogazione mi hanno fatto alcune domande sull’Italia. Quando l’esaminatore mi ha chiesto di nominare alcune città italiane e presentarne le caratteristiche che conoscevo, ciò che avevo appreso guardando la Serie A mi è stato di grande aiuto perché tante squadre prendono il nome della propria città, e per le città di cui sapevo poco ho
risposto che la loro squadra di calcio era famosa. Forse anche all’esaminatore piaceva il calcio e quindi ho superato il colloquio. In quattro anni all’Università ho studiato meglio la cultura italiana e ho imparato che l’Italia non ha solo il calcio; grazie ad alcuni amici italiani ho anche potuto sperimentare alcune caratteristiche caratteriali particolari degli Italiani. Tutte cose che, poi, mi sono state di grande aiuto sul lavoro.

Dopo la laurea ho iniziato a lavorare per il canale sportivo della CCTV. Dopo il colloquio, il famoso cronista sportivo cinese Liu Jianhong mi ha destinato al programma televisivo “Total Soccer”. Da allora, grazie alle mie conoscenze specialistiche sull’Italia e sulla lingua italiana, ho potuto da un lato dare il mio contributo al programma riguardo al calcio italiano, e dall’altro, grazie al lavoro e a ciò che apprendevo facendolo, ho potuto approfondire la mia conoscenza del calcio e delle combinazioni tra questo sport e la cultura. Sentivo che la cultura è il terreno fertile che nutre lo sport, e tutte le apparenze hanno una causa culturale. Nelle successive grandi gare di Coppa Europa e della Coppa del Mondo, ho avuto la fortuna di realizzare diversi servizi sulla nazionale italiana di calcio. Nei primi anni del mio lavoro, erano pochi i corrispondenti che sapevano parlare Italiano, quindi la mia professionalità è diventata un bel vantaggio nelle interviste. Ricordo che sono arrivato per la prima volta a Roma alla vigilia dei Mondiali di calcio del 2006 e finalmente ho potuto vedere con i miei occhi il Colosseo e ammirare tutta la bellezza di questo grande “museo a cielo aperto“. Al Circo Massimo ho partecipato ai festeggiamenti organizzati dalla città e da tutto il resto del paese per la vittoria degli Azzurri. Nel 2011, durante le riprese dello speciale dedicato al derby di Milano, ho cercato di mostrare al
pubblico cinese quanto la stracittadina milanese non fosse solo una questione di rivalità sportiva, ma un evento profondamente radicato nella cultura locale, fino ad assumere i connotati di una sorta di responsabilità sociale per le tifoserie. Durante gli Europei del 2012, ho praticamente coperto tutte le partite giocate dall’Italia. Nell’accompagnare la squadra degli Azzurri (che non era favorita) nella sua corsa verso la finale, ho ricevuto un grande aiuto da famosi calciatori italiani, che mi hanno permesso di arricchire le mie interviste. Oltre che in termini di passione sportiva, questa esperienza mi ha dato grande soddisfazione anche da un punto di vista professionale.

Il calcio e il legame con l'Italia

Attraverso il calcio, ho costruito un forte legame con l’Italia e ci sono ancora molte cose che vorrei approfondire sul Bel Paese, sul suo calcio e sulla sua cultura sportiva. Magari, in futuro, ci sarà occasione per farlo. Poco tempo fa, con alcuni compagni di università, abbiamo finito di tradurre l’autobiografia di Totti. È un testo corposo e non facile, che parla non solo della sua crescita personale e del calcio, ma anche di alcune caratteristiche tipiche italiane, della cultura, dei costumi ecc. Attraverso questo libro ci si può rendere conto che il carattere tradizionale italiano, oltre all’entusiasmo, è molto simile alla nostra cultura orientale. Tradurre è anche studiare e nel farlo mi sono avvicinato di nuovo all’Italia. Non vedo l’ora di rivedere la maestosità del Colosseo, sentire il fascino di Piazza Navona, seguire le superstar a Porta Metronia… A proposito mangio poco il dolce, quasi mai il gelato, neanche le bevande zuccherate, tuttavia c’è solo un dolce che non riesco a rifiutare, a cui non riesco proprio a resistere: il Tiramisù.

L’autore è Zhu Xiaoyu, un conduttore e commentatore sportivo della CCTV

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