Il piano "anti Putin" della Nato: ricognizione dei siti strategici

Ultimata la stima delle risorse aggiuntive essenziali da attivare in Europa in caso di conflitto con la Russia. Servirebbero 21 brigate che nessuno vuole finanziare.

Il piano "anti Putin" della Nato: ricognizione dei siti strategici

L’United States Army Europe o USAREUR, ha ormai completato la ricognizione dei siti strategici in Europa e sta elaborando una richiesta ufficiale da inoltrare al Pentagono, per una nuova brigata corazzata basata su sette battaglioni, da schierare lungo in confine orientale della Nato.

Nelle settimane scorse, il Pentagono ha richiesto al Comando degli Stati Uniti in Europa una stima delle risorse aggiuntive ritenute essenziali, da attivare in caso di conflitto con la Russia. La Polonia, definita “centro di gravita del continente”, continua ad avere un ruolo di primo piano nell’operazione Nato Atlantic Resolve, “strategia di dispiegamento per rassicurare l'Europa orientale di fronte ad una Russia assertiva”. E’ il più grande rafforzamento militare della Nato ai confini della Russia dai tempi della guerra fredda.

La Polonia funge da centro di osservazione avanzato, ospita il comando statunitense di brigata e due battaglioni: il primo di cavalleria corazzata ed il secondo di artiglieria da campo equipaggiato con obici semoventi M109 Paladin.

Nei pressi di Powidz, sta per sorgere un nuovo sito di stoccaggio corazzato a temperatura controllata, in grado di ospitare due battaglioni corazzati completamente equipaggiati. La struttura, finanziata dalla Nato per circa 200 milioni di dollari, dovrebbe essere operativa entro il 2021.

Il concetto noto come Army Prepositioned Stocks, prevede la distribuzione di scorte militari nelle aree strategiche del globo, con l'obiettivo di ridurre i tempi di risposta durante le possibili emergenze a livello mondiale. Ogni APS è supportato da uno specifico Army War Reserve Sustainment che garantisce le parti di ricambio e le attrezzature necessarie di supporto per i mezzi stoccati nei depositi. Il programma APS è gestito dal Sustainment Command. Le transizioni dei mezzi Usa in Europa rappresentano di fatto una nuova fase POMCUS. Il Prepositioning Of Materiel Configured in Unit Sets prevedeva lo stoccaggio di materiale militare pre-posizionato in Germania Ovest durante la guerra fredda.

I siti attivi di Atlantic Resolve

Quattro depositi sono situati in Belgio, Germania e Paesi Bassi. In prevalenza si tratta delle stesse strutture utilizzate durante la guerra fredda. 1600 mezzi pesanti sono stati schierati nel complesso olandese di Eygelshoven, 500.000 metri quadrati compresi nove magazzini a temperatura ed umidità controllata. La forza corazzata comprende carri armati M1 Abrams, veicoli da combattimento Bradley ed obici semoventi M109 Paladin. Abrams e Bradley sono stati consegnati armati, secondo le direttive emanate per una risposta rapida in caso di crisi (anche se alcuni di essi sono arrivati in Europa senza carburante e con le batterie scariche).

Il deposito olandese si trova presso l'ex base militare Eygelshoven vicino a Kerkrade. Inaugurata nel 1985 come base di supporto dell‘esercito statunitense contro una possibile invasione dell’Unione Sovietica in Europa, è stata dismessa nel 2006. Dallo scorso settembre, il Pentagono ha ripreso formalmente possesso dello base. I quattro impianti di stoccaggio, garantiranno agli USA la rapida disponibilità di seimila attrezzature pesanti. Un importante sito di stoccaggio per attrezzature militare si sta sviluppando a Livorno.

Rifornite ed a temperatura da oltre un anno, le strutture norvegesi utilizzate come deposito dagli Stati Uniti durante la guerra fredda. Il Marine Corps Prepositioning Program-Norway, prevede il rischieramento di mezzi e materiali in grotte a temperatura controllata, da attivare in caso di emergenza a supporto di una MEB, Marine Expeditionary Brigade, formata da 15 mila soldati con rifornimenti completi per 30 giorni di attività operativa (combattimento reale). Il preposizionamento riduce il tempo di reazione, elimina la necessità di distribuire gli asset dagli Stati Uniti e gli oneri del trasporto strategico. Le otto grotte sono collocate in varie zone della regione di Trondheim. Tre grotte sono configurate per i mezzi terrestri, tre per le munizioni e due per il supporto aereo. La prima grotta è stata aperta nel 1982, mentre tutte le strutture sono state completate nel 1988. Le grotte sono gestite dal Marines' Blount Island Command che supervisiona tutti i programmi di preposizionamento del Corpo

Terrain walk

La delegazione USAREUR, attualmente in Polonia, ha ormai completato la ricognizione dei siti strategici in Europa. Durante la cosiddetta Terrain walk, la delegazione ha già visitato diverse località in Germania (Ramstein e Miesau) e nei Paesi Bassi (Eygelshoven ) per “identificare le lacune strategiche nella catena logistica ed accelerare il movimento delle forniture in Europa”. Qualora la richiesta ufficiale del generale Curtis Scaparrotti, comandante di Eucom, venisse accolta, il Pentagono dovrà necessariamente disporre di ulteriori basi in Europa. Scaparrotti vorrebbe una divisione completa dell’Esercito statunitense in Europa.

Una guerra convenzionale in Europa non scoppierà: questo è un punto essenziale. Per intenderci, non si combatterà nel modo convenzionale del termine. Oltre ai contesti asimmetrici regionali, la vera battaglia continuerà a svolgersi nel campo cyber.

Gli ultimi giochi della Rand e le 21 brigate

Le attuali forze della Nato sul territorio Baltico non rappresentano una minaccia credibile per la Russia. Gli ultimi giochi di guerra della Rand, hanno dimostrato l’inadeguatezza dell’Alleanza contro un’offensiva russa sui Pasi Baltici (che non avverrà). In nessun contesto simulato, le attuali forze della Nato sono state in grado di mantenere le capitali come Tallin o Riga per più di 60 ore. In diverse simulazioni, la Nato è stata sconfitta in 36 ore. Un’offensiva russa lascerebbe poche opzioni agli Stati Uniti (il ricorso al nucleare sarebbe inevitabile), travolto l’attore strategico dominante in Europa centrale. Sarebbe un fallimento di quasi 75 anni di sforzi bipartisan americani per sostenere la sicurezza in Europa. Il requisito minimo per la deterrenza e la negazione lungo i confini della Nato con la Russia, è quello di garantire delle permanenti azioni strategiche.

La Rand consiglia lo schieramento di sette brigate indipendenti, tre delle quali pesanti, supportate da artiglieria ed aviazione. Per essere efficaci, le brigate dovranno essere già presenti in Europa: dovrebbero essere in grado di arrestare la principale forza d’invasione russa stimata in almeno cinquanta battaglioni tattici. Con sette brigate, la Nato sarebbe in grado di difendere i Paesi Baltici per un massimo di 28 giorni.

La Rand dice di più. Fortificata l’Europa bisognerà vincere, poiché la forza delle sette brigate non è sufficiente per resistere a tempo indeterminato contro le preponderanti forze russe. Il contrattacco della Nato dovrà quindi basarsi su una forza di ulteriori 14 nuove brigate indipendenti. Tale forze è ritenuta in grado di ripristinare il terreno perduto e respingere i russi fino alle loro linee iniziali. Parliamo quindi di 21 brigate. Le sette brigate della Nato dovranno essere schierate in Europa, poiché è impossibile credere che possano essere ridistribuite in tempo di guerra, considerando che le attuali forze non sarebbero in grado di sostenere un attacco ad est del fiume Oder, mentre le principali unità degli Stati Uniti sono localizzate nella Germania sud-occidentale, a più di 1.000 miglia dalla probabile zona di combattimento. Qualsiasi tentativo di supportare logisticamente e rivitalizzare le forze della Nato da quella distanza sarebbe impossibile.

La Nato non sarebbe in grado di spostare e supportare grandi formazioni di combattimento lungo il suo confine orientale ed in particolare in tutti e tre gli Stati Baltici. I giochi di guerra della Rand dimostrano che la Nato dovrebbe essere riorganizzata e strutturata su 21 brigate indipendenti, organizzate in tre corpi d’armata. Secondo le attuali capacità, gli Stati Uniti sarebbero in grado di fornire fino a 12 brigate indipendenti (a costi esorbitanti).

L’attuale strategia della Nato strutturata su tre brigate è tatticamente assurda ed inutile. La deterrenza minima concepita per difendere realmente gli Stati Baltici richiede una forza di sette brigate, tre delle quali corazzate. Le quattordici brigate supplementari sarebbero necessarie per contrattaccare e respingere le forze russe.

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