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Condannati i leader di Alba Dorata: "Organizzazione criminale"

Il leader di Alba Dorata, Nikos Michaloliakos, e altri sette ex deputati del partito sono stati condannati con l'accusa di guidare "un'organizzazione criminale che terrorizzava migranti e oppositori politici". Scontri tra antifascisti e polizia fuori dal tribunale

Condannati i leader di Alba Dorata: "Organizzazione criminale"

Si è concluso con la condanna di sette ex parlamentari il processo contro Alba Dorata. Tra loro c’è anche il leader del gruppo, Nikos Michaloliakos, accusato di aver "guidato una organizzazione criminale", che ora rischia fino a dieci anni di carcere.

Il processo è partito dopo l’omicidio al porto del Pireo, ad Atene, del rapper antifascista Pavlos Fyssas, nel settembre del 2013. Alla sbarra erano finite circa 70 persone, tra leader politici e semplici militanti del partito, accusati di violenze e aggressioni. "Contro quasi tutti di noi non ci sono prove o evidenze, salvo che per alcuni, che hanno anche altre accuse, le quali sono state provate", diceva in un’intervista esclusiva a ilGiornale.it, nel dicembre del 2014 il leader del partito, detenuto nel carcere di Korydallos. "Riguardo i deputati però non c’è neanche la minima prova che li lega agli atti criminali di cui vengono accusati", era la versione di Michaloliakos, che parlava di "persecuzione politica" e "manipolazione della giustizia".

Non la pensa così, evidentemente, il giudice Maria Lepeniotou, che ha giudicato Alba Dorata "un'organizzazione criminale", colpevole di aver preso di mira in modo sistematico e paramilitare migranti e oppositori politici legati alla sinistra, nonostante nel corso del processo iniziato cinque anni fa, la procura avesse chiesto il proscioglimento di molti membri del partito per mancanza di prove. Secondo la giudice, il movimento che ebbe un vero e proprio exploit in Grecia, sarebbe stato mandante anche dell’omicidio del rapper Fyssas, per cui all’epoca è stato condannato Giorgos Roupakias, un militante del partito. Quindici persone sono state condannate per complicità con l’omicida.

Un anno prima, nel 2012, altri cinque appartenenti al partito erano stati giudicati responsabili dell’attacco a cinque pescatori egiziani. Quattro militanti, invece, sono stati accusati di aver attaccato alcuni sindacalisti del Pame (il Fronte militante di tutti i lavoratori). Ad aspettare la sentenza davanti al tribunale c’erano 15mila persone appartenenti a diverse organizzazioni di sinistra e ai centri sociali, che hanno accolto il verdetto con applausi e cartelli inneggianti al rapper ucciso e all’antifascismo.

La manifestazione alla fine, è sfociata in scontri con la polizia. Gli agenti hanno dovuto usare lacrimogeni e idranti per disperdere la folla che ha lanciato bottiglie molotov contro il cordone delle forze dell’ordine di 2mila poliziotti. In piazza c’erano anche rappresentanti di Nea Dimokratia, il partito conservatore di maggioranza. "La guerra contro la violenza e l'odio è costante", ha commentato Giorgos Stergiou, dello stesso partito, rivendicando come il processo si partito proprio quando al governo c'erano i conservatori.

A partire dal 2011 Alba Dorata ha aumentato progressivamente i suoi consensi facendo presa sulle classi sociali più colpite dalla crisi economica che ha messo in ginocchio la Grecia, diventando il terzo partito del Paese, con decine di deputati eletti sia ad Atene sia a Bruxelles. Anche a causa delle controversie giudiziarie il partito ha via via perso consensi. Alle elezioni europee del 2019 è passata dal 9,3 al 4,8 per cento eleggendo soltanto due deputati, mentre alle ultime politiche il partito non è riuscito neppure a superare la soglia del 3 per cento necessaria ad entrare nel Parlamento ellenico.

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