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Corea del Nord, arrivano i delegati in vista del Congresso, quinto test nucleare imminente

Il Primo Congresso del Partito dei Lavoratori si aprirà venerdì prossimo. Kim Jong Un potrebbe incoronarsi segretario generale del partito

Corea del Nord, arrivano i delegati in vista del Congresso, quinto test nucleare imminente

Delegati provenienti da tutto il paese stanno giungendo in queste ore a Pyongyang in vista del Primo Congresso del Partito dei Lavoratori, a distanza di 36 anni dall’ultimo, che si aprirà ufficialmente venerdì prossimo, 6 maggio. Kim Jong Il, padre dell’attuale leader morto nel dicembre del 2011, non ha mai avuto tale esigenza per confermare il suo potere. L’attuale contesto, sia in patria che all’estero, è però diverso per il giovane dittatore. L'obiettivo della Corea del Nord è quello di essere riconosciuta a livello internazionale come una potenza nucleare. Durante il discorso di apertura, Kim Jong-un annuncerà i progressi nel programma missilistico del paese e la sua "byongjin", politica che mira allo sviluppo economico e della capacità nucleare. Una sorta di teorema rivisto ed aggiornato della politica del nonno e del padre del dittatore, che fondarono l’ideologia del Nord basata sul marxismo ed il nazionalismo estremo.

Si legge, oggi, nel quotidiano ufficiale Rodong Sinmun:

“i cittadini di Pyongyang accolgono con entusiasmo tutti i partecipanti del Congresso. Lodiamo il vostro patriottismo, segno di una nuova generazione di veri guerrieri della rivoluzione sotto la guida del caro compagno Kim Jong-un”.

Il congresso dovrebbe durare quattro o cinque giorni. Non si conoscono le reali intenzioni di Kim, anche se è molto probabile che deciderà di assumere la carica di segretario generale del partito, una posizione già detenuta dal padre. Kim Jong Un cerca disperatamente di rafforzare la sua immagine: le continua purghe in seno alle figure principali del regime, indicano che a distanza di quattro anni non ha ancora consolidato il potere. Il quinto test nucleare, potrebbe quindi essere il fiore all’occhiello per consacrare la sua nuova carica. Gli ultimi passaggi satellitari sul sito di Punggye-ri, mostrano chiaramente segni di attività per un possibile ed imminente test. Sarebbe opportuno rilevare che il precedente test nucleare avvenuto lo scorso gennaio, ha dimostrato che la Corea del Nord ha la capacità di ultimare i preparativi passando relativamente inosservata con preavviso minimo o nullo. Il Nord potrebbe quindi decidere di attuare tali provocazioni dopo aver soppesato l'intensità delle sanzioni che si trova ad affrontare, così come il clima politico interno ed esterno. C’è poi da considerare un ultimo punto: l’ossessione del Nord per i missili balistici e la necessità di dimostrare al mondo (dopo la figuraccia degli ultimi due mesi) di possedere la tecnologia nucleare di proiezione. Analizzando tutti questi fattori, il quinto test nucleare potrebbe avvenire con una ragionevole certezza entro i prossimi sette giorni. La Corea del Nord ha effettuato tre test nucleari nel sito di Punggye-ri nel 2006, 2009 e 2013, con resa esplosiva sempre maggiore. Lo scorso gennaio, quella presentata come una bomba all’idrogeno (più potente dell’uranio e del plutonio arricchito) ha provocato un terremoto di magnitudo 5.1. La firma sismica rilevata ed i sei kilotoni di resa esplosiva, però, non sarebbero compatibili con una bomba H. L’ultimo SLBM lanciato il 23 aprile scorso, presentato in patria come un successo, in realtà sarebbe l’ennesimo fiasco. Il missile lanciato dal mare orientale da un sottomarino (che non è stato ancora identificato anche se ci sono sospetti sulla classe Sinpo), ha volato soltanto per 30 chilometri prima di esplodere. Una distanza di gran lunga inferiore al raggio minimo di un SLBM stimato in 300 chilometri. Negli ultimi due mesi, la Corea del Nord ha effettuato quattro test missilistici (tutti falliti). Il 18 marzo scorso, il Nord ha lanciato un missile balistico Rodong, esploso prima di raggiungere il suo obiettivo. Il secondo lancio è stato abortito.

Il 15 aprile, il paese comunista ha lanciato un altro missile balistico a medio raggio chiamato Musudan, esploso pochi secondi dopo. Il 28 aprile, il Nord testa altri due missili Musudan: uno al mattino ed uno al pomeriggio. Il primo ha mancato il bersaglio schiantandosi su una spiaggia, il secondo è esploso a mezz’aria.

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