Coronavirus, l'Africa potrebbe essere una bomba ad orologeria

Nel continente nero per adesso i casi di coronavirus appaiono relativamente pochi, ma la situazione potrebbe esplodere e degenerare da un momento all'altro

Qual è realmente lo stato della diffusione del nuovo coronavirus in Africa? I dati ufficiali, consultabili su uno dei tanti database virtuali posti su internet, parlano al momento di circa diecimila contagiati in tutto il continente.

Nella sola Lombardia, per dare un’idea, i contagiati sono più di cinquantamila. Quindi, l’epidemia in Africa sembrerebbe non aver in qualche modo preso piede. E su questo fronte c’è stato anche chi, nei giorni scorsi, ha lanciato alcune ipotesi. Forse le temperature più elevate hanno sfavorito la diffusione del Sars Cov-2, visto che il caldo potrebbe rappresentare una variante per quanto riguarda la velocità dei contagi.

C’è stato poi chi ha puntato su un’età media molto bassa della popolazione e questo, secondo altre ricerche rese note nelle scorse settimane, potrebbe aver inciso soprattutto sul livello riguardante la gravità delle patologie riscontrate. Come si sa infatti, il Covid-19 si è manifestato soprattutto sulla popolazione più anziana.

Infine, alcuni studi hanno puntato anche su una possibile forte incidenza del sistema immunitario: chi è già entrato in contatto con morbi o malattie tropicali, ha una reazione immunitaria molto più consistente. E si sa come l’Africa è stata spesso soggetta ad epidemie molto gravi, anche nel più recente passato.

Ma al fianco di ipotesi e commenti a dati che appaiono blandi, non occorre dimenticare al contempo due circostanze che potrebbero anche smentire la situazione sopra descritta. E cioè che, da un lato, i dati potrebbero non rispecchiare l’attuale realtà mentre, dall’altro lato, che il peggio deve ancora arrivare e le curve epidemiche non hanno ancora mostrato tutto il loro funesto potenziale.

A lanciare l’allarme in tal senso sono stati nei giorni scorsi i padri comboniani, i quali hanno in tutto il continente nero una vasta ramificazione tra missioni e centri di assistenza, così come decenni di esperienza maturata sul campo. Sono poche le congregazioni e le associazioni che, in tutto il mondo, possono parlare con una certa cognizione dell’Africa.

Intervistato da IlMessaggero, il direttore di Nigrizia, padre Filippo Granapini, ha voluto ribadire la necessità di mettersi in guardia riguardo alla possibile pandemia in Africa: “Naturalmente viene ripetuto, anche attraverso i social, che la cosa più importante è lavarsi le mani – ha dichiarato il direttore della rivista dei comboniani – ma come si fa in centri sovrappopolati dove non c'è nemmeno l' acqua corrente, dove la gente vive ammassata sotto baracche di lamiera, con fogne a cielo aperto. Gli slum si estendono a perdita d' occhio. Come fare i controlli in queste condizioni?”

Sistemi sanitari carenti, ma anche contesti dove gesti normali e quotidiani, quale quello di lavarsi le mani, appaiono chimere per via della mancanza di servizi basilari: è questa la triste realtà di intere fette di Africa, così come descritto da padre Granapini. Ed allora, come poter prevenire il contagio? E come poter dare credito ai numeri attuali che parlano di una limitata diffusione del virus?

Se il Covid-19 dovesse far breccia, il continente si trasformerebbe in un’autentica bomba ad orologeria. Nelle aree rurali a volte non arrivano nemmeno le informazioni, a volte mancano anche autorità governative di Stati storicamente molto deboli che a fatica riescono ad avere controllo del territorio. Ed appare difficile dunque far rispettare restrizioni e norme sociali ed igieniche per contenere il virus.

E non andrebbe meglio nel caso anche nelle grandi città: qui le profonde disuguaglianze economiche potrebbero incidere anche nella lotta al Covid. Nei quartieri centrali e più ricchi, la popolazione può avere tutti i servizi più importanti ed usufruire degli ospedali, seppur non tantissimi. Ma al fianco di queste zone, ci sono poi le slum, le baraccopoli dove vivono migliaia di cittadini senza alcun servizio e senza alcuna possibilità di curarsi: “È così in ogni megalopoli. Naturalmente dalla parte meno fortunata il virus ha ottime possibilità di espandersi senza alcun controllo”, ha confermato padre Granapini.

L’Africa è dunque un’incognita: non si sa se il coronavirus qui sia poco o molto sviluppato, non si comprende se l’entità dei numeri attuali rispecchi o meno la realtà. Ma in mezzo a queste incognite, c’è anche un’inquietante certezza: in caso di esplosione del virus, il continente nero diventerebbe una vera e propria bomba sanitaria.

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Commenti
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Quintus_Sertorius

Gio, 09/04/2020 - 10:49

Invece non succederà niente. Come non è successo niente in Europa.

Pigi

Gio, 09/04/2020 - 10:57

L'Africa non è sola ad avere pochi casi. Haiti e Bangladesh, paesi sovrappopolati e poverissimi, dove si vive in baracche, dove il colera miete migliaia di vittime, hanno poche decine di casi. Saranno paesi con popolazione giovane, in media, ma ci sono anche milioni di anziani. Venezuela, Indonesia, lo stesso: pochissimi casi per milione di abitanti. Deduzione: paesi caldi dove si vive prevalentemente all'aperto.

Savoiardo

Gio, 09/04/2020 - 11:38

Subordinare gli aiuti ad una rigida pianificazione famigliare

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Quintus_Sertorius

Gio, 09/04/2020 - 11:43

@Pigi Già. E il governo italiano ha vietato di uscire di casa e stare all'aperto, danneggiando il sistema immunitario dei milioni nel nome delle migliaia.

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Gianlo

Gio, 09/04/2020 - 11:56

Continuate a dare terrorismo mediatico. In Africa non ci sarà nessuna bomba e lo sapete bene, ma continuare imperversa su questa strada. Siete dei criminali al pari del nostro governo

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Soloistic69

Gio, 09/04/2020 - 11:59

Ci penserà lamorgese a far deflagrare questa bomba in Italia...

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franco-a-trier_DE

Gio, 09/04/2020 - 13:27

poco male c'è la Italia che provvede a loro o manda personale in Africa o fa arrivare migranti, importante che i confini con il resto della Europa siano chiusi ci siete voi che siete molto democratici ospitateli voi Bravi.

Ritratto di franco-a-trier_DE

franco-a-trier_DE

Gio, 09/04/2020 - 13:29

aspetta Pigi tempo al tempo il tempo della peste nera che fece 40 milioni di morti durò oltre 2 anni aspetta...

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Opera13

Gio, 09/04/2020 - 14:45

@Franco-a-tier_DE-Poiche siete l'economia più fluorescente della UE, sostenuta dai criminali del mondo finanziario che controllano il vostro paese e la popolazione da decenni, aprite le porte e ti invieremo tutti questi migranti illegali, con tutto il nostro amore pasquale.

Pigi

Gio, 09/04/2020 - 15:48

@franco-a-trier_DE I due mesi sufficienti per trasformare un pugno di contagiati provenienti dalla Cina nelle centinaia di migliaia dei paesi europei è tempo trascorso anche nei paesi equatoriali. Ti faccio anche l'esempio di paesi del golfo persico come il Qatar, caldissimi, ma dove si vive negli avveniristici grattacieli termocondizionati, che sono contagiati come i paesi europei.

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Menono Incariola

Ven, 10/04/2020 - 14:32

Sembra che l'esposizione abituale alle malattie tropicali aumenti le difese immunitarie anche contro questo coronavirus. A quanto pare chi ha piu' da temere siamo NOI. Fatevi una domanda e datevi una risposta...