Coronavirus, Londra trema: "Un successo se non supereremo 20mila morti"

Il direttore della Sanità nazionale Stephen Powis ha preannunciato una mezza catastrofe: "Se i morti provocati dal coronavirus saranno al di sotto dei 20.000, avremo fatto molto bene"

Si preannunciano giorni difficili per tutto il Regno Unito. Dopo l'avventata decisione del premier Boris Johnson di contenere l'avanzata del nuovo coronavirus tentando la strada dell'immunità di gregge, Londra, con un evitabile ritardo, ha optato per il distanziamento sociale.

Ricalcando le misure adottate dall'Italia, l'Uk si è blindata dietro a un lockdown di almeno tre settimane, sperando che questo possa bastare ad arginare la furia di Covid-19. La ricetta è cambiata e Johnson ha avvertito così il suo popolo: “Siamo in emergenza nazionale, dovete restare a casa per rallentare il virus. Chiuderanno tutti i negozi non essenziali, non si potrà uscire per fare shopping ma solo per comprare cibo. Dovrete anche lavorare da casa se non in casi eccezionali”.

Un'inversione totale, insomma, duramente criticata dagli esperti. Richard Horton, direttore della prestigiosa rivista The Lancet, ha detto che la strategia del governo britannico contro l'emergenza cronavirus "è fallita". "Il sistema sanitario nazionale – ha spiegato - è risultato del tutto impreparato per questa pandemia. Febbraio avrebbe dovuto essere utilizzato per espandere la capacità di test del coronavirus, garantire la distribuzione di Dpi approvati dall'Oms e stabilire programmi di formazione e linee guida per proteggere il personale del sistema sanitario".

Non hanno intrapreso nessuna di queste azioni – ha concluso Horton riferendosi alle autorità - Il risultato è stato caos e panico in tutto il sistema sanitario. I pazienti moriranno inutilmente. Il personale del sistema sanitario morirà inutilmente. È, infatti, come ha scritto un operatore sanitario la scorsa settimana, uno scandalo nazionale. La gravità di quello scandalo deve ancora essere compresa".

Il coronavirus fa paura

L'ultimo bollettino inizia a mostrare dati preoccupanti. Sono 17.301 i casi di coronavirus nel Regno Unito, secondo la Johns Hopkins University mentre i morti ammontano a 1021. In virtù di queste cifre gli esperti hanno iniziato a fare previsioni. Ad esempio il direttore della Sanità nazionale, Stephen Powis, è andato oltre preannunciando una mezza catastrofe.

Citato dal Daily Mail e rispondendo ad un giornalista che gli chiedeva se la curva del Regno Unito fosse simile a quella di altri Paesi, come l'Italia, Powis non ha usato mezzi termini: "Se riusciremo a mantenere il numero dei morti al di sotto dei 20.000, avremo fatto molto bene in questa epidemia. Se fossero meno di 20.000 ... sarebbe un buon risultato anche se ogni morte è una tragedia".

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