Coronavirus, in Spagna muore un militare di 38 anni: non aveva altre patologie

Muore un militare del Guardia Civile spagnola per aver contratto il coronavirus. L'agente, in servizio presso il carcere di Herrera de La Mancha, non aveva patologie pregresse

Il coronavirus non risparmia nessuno, neanche i miltari della Guardia Civile spagnola. Nella giornata di venerdì 20 marzo, un altro militare, dopo quello deceduto 24 ore fa, è morto per aver contratto il Covid-19. Si tratta di Francesco Javier Collado, 38 anni, presidente dell'Associazione spagnola delle Guardia Civile a Ciudad Real.

Stando a quanto riferisce il quotidiano iberico El Mundo, il 38enne è morto a poche ore dal ricovero in ospedale, nella mattinata di oggi. Pochi giorni fa, l'agente, sposato e padre di un bambino affetto da leucemia, aveva denunciato l'assenza dei dispositivi di protezione individuale quali guanti, mascherine e gel disinfettanti. La sua morte ha scosso profondamente l'opinione pubblica spagnola in quanto la giovane guardia non sarebbe stata affetta da patologie pregresse tali da determinare un aggravamento repentino delle condizioni di salute. Francesco Javier Collado, addetto al penitenziario di Herrera de La Mancha, è morto a poche dal collega Pedro Almeda, 37 anni, deceduto nel pomeriggio di giovedì 29 marzo.

La notizia della morte prematura è stata confermata dalla Guardia Civile spagnola che con un tweet di poche parole ha fugato ogni dubbio sulle circostanze dell'accaduto.

A fronte di quanto accaduto, il sindacato a tutela della Guardia Civile (APROGC) ha esortato il governo spagnolo, nel contesto di misure eccezionali contro il coronavirus, a considerare le infezioni dei militari in trincea e le loro conseguenze come prodotte nell'atto di servizio. In questo modo, i parenti delle vittime avrebbero diritto a beneficiare di aiuti, compensi e pensioni derivanti dalle prestazioni a servizio dello Stato dei rispettivi congiunti.

Intanto, continua il trend negativo della Spagna nella classifica internazionale relativa alla diffusione del Covid-19. Le stime aggiornate alla sera del 20 marzo fanno segnare un totale di 20.410 contagiati con 1043 decessi e 1588 guariti. Il primo ministro spagnolo, Pedro Sànchez, ha fatto un appello ai cittadini richiamando alla "responsabilità sociale" contro il rischio di un aumento delle violenze maschili all'interno delle mura domestiche. "In questi giorni di reclusione - ha detto Sanchez - la vittima e l'aggressore vivono a stretto contatto per più ore e il rischio è maggiore. Mi appello alla responsabilità di tutti perchè segnalino quando sospettano un caso di violenza maschile".

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Commenti

trasparente

Sab, 21/03/2020 - 11:36

Fare autopsia non si muore senza cause.