Le agenzie di rating condannano l'Italia: Recessione"

Le agenzie di rating già condannano l'Italia per gli effetti della pandemia dovuta al coronavirus. Ma c'è pure chi parla di "recessione globale"

Le agenzie di rating iniziano a sentenziare sugli scenari economici che dipenderanno dalla diffusione e dalle tempistiche della pandemia da Covid-19.

Il presupposto scientifico è abbastanza noto: poiché si tratta di un fenomeno ancora in corso, quindi valutare sul serio gli effetti di una fase epocale come questa non è proprio semplice. Per non dire impossibile. Bisognerebbe prima conoscere la durata dello stato pandemico, con tutto quello che ne consegue sui fondamentali economici di una nazione. Ma intanto delle valutazioni sono state rese note. E per l'Italia la situazione prospettata non sembra essere delle migliori, anzi. Il grande spettro, quello che aleggia su ogni realtà nazionale, ha un solo nome: la recessione.

Basterebbe chiedere a Donald Trump, che mai avrebbe pensato di dover affrontare le elezioni presidenziali del prossimo novembre, dovendo fare i conti con una fase economica presumibilmente recessiva. The Donald lo ha ammesso quasi ventiquattro ore fa: uno rischio esiste eccome. Ma si presuppone che le agenzie di rating sappiano pronosticare il futuro meglio di altri. Goldman Sachs, per quel che è inerente allo stato dei nostri conti, è stata piuttosto lapidaria: Ital Press ha registrato come, secondo la agenzia di rating appena citata, l'Italia sia destinata a subire gli effetti peggiori tra tutti: "L'Italia, secondo le stime di Goldman Sachs, sarà il Paese che soffrirà di più al mondo, con un calo del Pil nel 2020 del 3,4%, cui seguirà un rimbalzo del 3,5% l'anno prossimo". Il Belpaese, insomma, starebbe per vivere una delle sue peggiori fasi storiche. Almeno sotto il profilo economico interno. E questo per usare un eufemismo. Poi vedremo se e quali tipo di conseguenze produrranno le misure pensate e disposte dall'esecutivo presieduto da Giuseppe Conte. Ma intanto Goldman Sachs è stata piuttosto chiara sull'esito economico della nostra parabola, che è influenzata giocoforza con la diffusione del Covid-19.

Di recessione, però, non si può parlare in maniera limitata. C'è una definizione, che è da poco balzata agli onori delle cronache e che riguarda l'intero mondo: "Recessione globale". A pronunciarla non è stato un neofita, ma Paul Gruenwald, che è il principale economista di Standard & Poor's. Si potrebbe pensare ad un "mal comune, mezzo gaudio", insomma, ma neppure troppo. Stando al parere dell'esperto citato pocanzi, ci abitueremo a ragionare su questa cifra: -1,5%, che è il tasso di crescita, ovviamente negativo, cui l'intero globo terrestre starebbe andando incontro. Ma non è tutto. Se non altro perché Gruenwald si è soffermato anche sulla Cina, così come rimarcato dall'agenzia sopracitata: "I primi dati in arrivo dalla Cina suggeriscono che la sua economia è stata colpita molto più duramente di quanto previsto". Neppure il "dragone", insomma, potrebbe dirsi estraneo al macro-fenomeno economico.

Poi si può tornare a ragionare su quanto esposto da Goldman Sachs, che ha tenuto conto anche di quello che una volta si sarebbe chiamato Vecchio Continente. L'antifona è chiara e parla di una "area euro", che è destinata alla "recessione", che sarà condita da "una larga contrazione nel primo e nel secondo trimestre". Certo, esistono delle specificazioni: la Germania potrà "vantare" un segno meno nitido: -1,9%. La Francia, invece, dovrebbe cavarsela meglio, con lo -0,9%. Infine la Spagna, quotata a -1,3%. Tutti, dunque, potranno considerarsi coinvolti all'interno di una parabola che si appresta a divenire discendente. L'Italia - e questa è in fin dei conti la notizia essenziale fornita dalle agenzie - dovrebbe registrare la peggiore delle performance dovute al coronavirus.

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Commenti
Ritratto di mvasconi

mvasconi

Mer, 18/03/2020 - 11:25

Hanno ancora il coraggio di parlare?